Moda

Mar 25 INTERVISTA A FRANCESCA DELOGU DIRETTORE DI COSMOPOLITAN: MI SENTO COME UNA SURFISTA CHE PRENDE L’ONDA A RITMO DI MUSICA

Cristiana Schieppati

Francesca Delogu è direttore di Cosmopolitan. E’ lei la protagonista del nostro spazio di approfondimento dedicato ai direttori più influenti del mondo della moda.

 

In questa intervista ci rivela a cuore aperto come è cambiato il suo  lavoro e delle difficoltà a tenere forte lo spirito di gruppo di una redazione. Per sopravvivere una grande alleata, la musica, che le ha fatto capire che nessuna notte dura per sempre.

 

Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus come è cambiato il lavoro della redazione, come vi siete organizzati?

 

Il lavoro della redazione è ovviamente cambiato, come per  tutti. La difficoltà è quella di tenere forte lo spirito di gruppo, la redazione di un giornale è un’architettura di squadra, fatta dalle idee in brainstorming  che passano dalla macchina del caffè, dal mangiare insieme oppure da un libro appoggiato su una scrivania che fa nascere un’idea. Tanta fisicità chimica, tanti momenti in cui siamo presenti e ci guardiamo negli occhi e conversando ci vengono le idee. Tutto questo viene tragicamente a mancare, possiamo lavorare lo stesso, ma l’assenza di contatto si fa sentire. Sto cercando di ricreare un open space virtuale, utilizzando tutta una serie di  strumenti video che mi permettano di stare in linea tutti insieme ed e-mail condivise da tutti, così che ognuno sia coinvolto come se lavorassimo nello stesso ambiente.

 

Quali iniziative ha portato avanti l’editore e la vostra redazione?

 

Abbiamo portato avanti un’iniziativa di solidarietà digitale, tutti i nostri magazine infatti  sono in abbonamento gratuito  per i prossimi tre mesi, per allietare ed essere presenti con chi non può continuare a lavorare e quindi si trova a casa ed ha bisogno di essere supportato, coccolato oltre che informato.  Un’altra iniziativa molto carina si chiama  “Un rigo appena“: ogni giornalista di Hearst  legge un testo letterario scelto col cuore, che secondo lui possa essere di conforto alle persone che sono a casa e la sua lettura viene poi editata in vere e proprie puntate di qualche minuto e poi divulgate dalle testate del Gruppo. Un modo per sentirci vicino ai nostri lettori, continuare a ispirarli e supportarli.

 

Il giornale ha cambiato le scelte editoriali ?

 

La linea editoriale non è cambiata, perché il nostro è un giornale che ha una identità molto forte e i pezzi non sono mai strettamente d’attualità. Ovviamente alcuni articoli, come quelli sui viaggi, non li pubblichiamo perché andremmo a colpire il lato più sensibile di ognuno di noi. Tutti ci sentiamo come alberi senza corteccia e non sarebbe percepito come sogno,  ma come frustrazione. Consigliamo libri, attività da fare in casa come fitness e anche le pulizie… perché no! Stiamo proprio  realizzando in questi giorni  un contenitore con le testimonianze delle nostre lettrici che ci raccontano come stanno vivendo questo momento.

 

Come direttore responsabile senti particolarmente il tuo ruolo, più carta o on line? 

 

Il mio ruolo lo sento tantissimo. Quando il Presidente del Consiglio Conte ha detto che avrebbe chiuso tutto mi sono venuti i brividi perché mi sono resa conto di quanto il nostro lavoro abbia una funzione sociale, non solo per l’informazione quotidiana,  ma anche per quella funzione di guida, supporto e analisi di come stanno andando i fatti  e anche per offrire delle soluzioni. Oggi  è strategico il web  con pezzi quotidiani,  ma anche la carta che è un’ occasione di conforto, sensoriale e profumata.

 

Che prospettive hai sul futuro?

 

Veramente in questo momento sto vivendo alla giornata e aspetto che passi.  Mi sento come una surfista che prende l’onda. Penso positivo, che è un po’ il mio talento caratteriale, però non ho visibilità sul futuro. I cambiamenti li vedremo nel day by day, noi italiani siamo sempre stati capaci di tirarci su molto rapidamente e quindi speriamo che tutto possa rapidamente svoltare al positivo.  Sicuramente quando questa emergenza finirà ci sarà una possibilità di rinascere, avremmo una velocità, un quoziente di mimetismo pazzesco rispetto al contesto e sono certa che ne usciremo velocemente.

 

 

Dovendo restare confinata tra le mura di casa cosa ti manca di più?

 

Ho una grande fortuna, quella di avere una  passione che posso svolgere anche in casa, che è la musica.  Lavoro con al mio fianco il basso elettrico e le cuffie e sto anche realizzando il sogno di imparare a suonare la tromba, uno strumento che mi ricollega a tante emozioni familiari, perché mio padre suonava il clarinetto.  Mi manca la gente, il contatto , i contesti in cui posso condividere le mie passioni,  come i concerti, mi manca la mia famiglia che è a Udine.

 

Secondo te cambierà qualcosa in maniera definitiva nel mondo della moda e dell’editoria o tutto tornerà come prima?

 

Nel mondo della moda non credo cambierà qualcosa in maniera definitiva, ci saranno dei piccoli aggiustamenti, ma penso che semplicemente saremo tutti più responsabili e ci sarà ancora più attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Faremo tutti dei ragionamenti,  in questo momento stiamo tutti facendo dei sacrifici, ma abbiamo bisogno di bellezza, di tornare a vivere e di esprimerci. La moda è legata alla vita è un linguaggio.

 

Cosmopolitan è un mensile come vi siete organizzati per i servizi di moda?

 

In questo momento gli shooting sono fermi, restiamo tutti responsabilmente a casa. Stiamo diventando più creativi,  ma abbiamo anche la fortuna di avere il network delle testate internazionali di Cosmopolitan che ci supporta.

 

I social hanno un ruolo importante, voi come li usate? 

 

L’on line sta andando bene, sono cresciuti molto i social anche perché il nostro giornale si rivolge a un target di lettrici molto giovani  che sono tutte su Instagram. La redazione digital sta studiando un palinsesto che possa essere intrattenimento e informazione per chi ci segue.

 

Un messaggio alle tue lettrici:

 

“Nessuna notte dura per sempre, sono sicura che tutto questo passerà e le ringrazio per tutti i messaggi che ci stanno mandando di supporto e incoraggiandoci a fare il nostro lavoro. Approfittate di questo momento per riscoprire la musica, anche quella classica.  Consiglio a tutte la sinfonia di Mozart, la numero 40, che io ascoltavo da piccola con mio fratello quando giocavo e in questo momento mi rende felice e mi rilassa e quindi sono certa che aiuterà tutte voi a vedere un futuro migliore. “

 

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