Moda

Apr 08 INTERVISTA A TITTI BAIOCCHI: TORNEREMO A SOGNARE ANCORA PIU’ IN GRANDE

Cristiana Schieppati

Titti Baiocchi da 20 anni progetta, organizza e produce eventi e sfilate di moda. Con passione per i dettagli, spettacolarità e rigore architettonico, cura, con il suo team sfilate di moda, party, cene di gala creando eventi glamour, eleganti che si adattano perfettamente alle esigenze e ai desideri dei suoi clienti. Tra i suoi clienti: Bottega Veneta, Dsquared2, Roberto Cavalli, e molti altri. Sta affrontando questo periodo affidandosi alla meditazione e cercando di gestire l’emergenza con molta calma, con una grande sfida, quella di tornare a sognare la moda.

 

Come hai vissuto in questi giorni? 

 

Sono state settimane inaspettate per tutti noi, all’inizio ero un po’ disorientata, ho quindi preferito isolarmi e fermarmi a riflettere. Questa situazione complessa ci sta portando a momenti di profondità e di consapevolezza. La meditazione, che faccio da anni, mi ha aiutato a tenere la calma e soprattutto a mantenere una propositività da trasmettere a tutto il mio team della MB Agency che continua a lavorare quotidianamente e con i quali sono in collegamento a distanza.  Ho sempre creduto che un leader debba mantenere la lucidità per “far fronte alla tempesta”.

 

 

Qual è la mancanza più grande che hai avuto professionalmente e personalmente?

 

 

Sono una donna che ha sempre combattuto. Non mi sono mai fermata davanti ad un ostacolo, ho guardato dritto negli occhi i problemi e li ho affrontati credendo sempre in un progetto.  In questo momento la cosa che mi manca è il mio lavoro, la possibilità di confrontarmi vis à vis con il mio team, realizzare i sogni dei nostri clienti con l’adrenalina che scaturisce ad ogni nuova sfida.  Sono una problem solver e il mio cervello ormai è abituato a cercare soluzioni per cui mi sento pronta ad affrontare le difficoltà generate da queste situazione. Personalmente ho voglia di abbracciare gli amici, ho voglia di leggerezza, senza respirare quella sensazione di pericolo che ci circonda.

 

 

Quali danni concreti ha fatto questo virus a chi organizza sfilate ed eventi come te?

 

 

Il nostro lavoro è un mondo caratterizzato da due principali elementi: la forza trasmessa dalle persone e dal lavoro di squadra e l’energia che ci deriva dal pubblico e dalle persone coinvolte. Forza ed energia creano qualcosa di spettacolare e si alimentano in un ciclo virtuoso. Il virus ha bloccato tutto questo, dividendo l’energia e la forza, il pubblico e noi, cancellando progetti e sfilate dei prossimi mesi. Al momento siamo come una macchina da corsa ferma ai box, prestiamo assistenza, oliamo bene tutte le parti, teniamo vivo il più possibile l’ingranaggio, ma solo quando ripartiremo, sapremo a che velocità riusciremo nuovamente a correre. Ci aspettano grandi sfide, ma non ne ho paura, vedo la fine di questa burrasca e sento l’energia del mio team che è forte al mio fianco. Questa energia sarà per noi fondamentale nei prossimi mesi.

 

 

 

Che preoccupazioni hai per i prossimi mesi lavorativi? Cosa pensi succederà nella moda 

 

 

Come prima parola mi viene in mente Resistenza, ma ora non basta resistere e rimanere fermi aspettando che tutto passi. In questo momento dobbiamo abbracciare le sfide davanti a noi, dobbiamo essere flessibili, credere nel cambiamento nostro e del sistema. L’adattabilità è una delle caratteristiche principali dell’essere umano che gli ha permesso di sopravvivere ed evolversi sul pianeta Terra. Adattarci alle sfide pratiche e non, che ci giungeranno, sarà fondamentale. Per quanto riguarda la moda ha già dimostrato in questa emergenza la sua forza dal punto di vista industriale con la capacità di reinventarsi per un bisogno collettivo. La moda sta dando una grande lezione, mostrando la serietà che richiede questo momento di crisi, e sarà la stessa moda a sviluppare una nuova creatività stimolata da una maggiore consapevolezza. La sensibilità dei creativi in questo momento è molto esposta e sono certa che ne uscirà rafforzata. Come in una dantesca discesa agli inferi, gli stilisti e la moda ci riporteranno a riveder le stelle. Proprio alle stelle guardo e penso che la moda sia un sogno a cui tutti noi dobbiamo tendere, dobbiamo tornare a sognare.

 

 

Cosa pensi del supporto che sta dando il nostro Governo? Pensi sia corretto?

 

Sicuramente è una situazione altamente complessa da gestire ad ogni livello. Da tanti anni le istituzioni sembrano dimenticarsi del settore moda, e anche in questa crisi, purtroppo, molte realtà si sono sentite sole.

 

 

Da quali fonti ti sei informata maggiormente ? Tv, radio, quotidiani, web, social …

 

Da tanti anni ho rinunciato alla televisione in casa, ma forse in questo momento, soprattutto nelle prime settimane, me ne ero quasi pentita. Conoscere è fondamentale per dare una prospettiva alla realtà che ci circonda e quindi ho iniziato a cercare informazioni ovunque. Con il web e gli abbonamenti ai quotidiani sono riuscita a rimanere aggiornata. I social network in questo momento li ho usati esclusivamente per sentire gli amici in giro per il mondo, per avvisarli prima della situazione in Italia e di come stavo, poi per rincuorarli per quello che stava avvenendo nei loro paesi. Di giorno in giorno quello che avveniva in Italia stava accadendo ovunque…

 

 

Con chi ti sei confrontata, i tuoi clienti e collaboratori ti sono stati vicini?

 

Ci siamo trovati tutti insieme in una situazione complessa, ci siamo ritrovati tutti “sulla stessa barca” come ha detto giustamente Papa Francesco, ed è stato naturale quindi sentirci quotidianamente con fornitori, clienti e anche competitor per cercare di capire come gestire questa situazione, per comprendere che non siamo soli, e soprattutto per darci forza. Ho un team unico che mi è a fianco da anni e con il quale teniamo viva l’energia del nostro lavoro aspettando di ripartire tutti insieme. È a loro che voglio e devo essere vicina, rincuorandoli, allontanando le paure e le ovvie preoccupazioni.

 

 

Un messaggio per chi ci legge 

 

In Cina alla fine della quarantena è scattato il Revenge Shop, in Italia immagino invece un REVENGE DREAM. Torneremo a sognare, ancora più in grande. Noi lo stiamo già facendo progettando nuove idee e soluzioni per i nostri clienti, per il pubblico, per ritornare a vivere momenti unici ancora tutti insieme.

 

 

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