Moda

Apr 14 INTERVISTA AD ALAN PRADA ESQUIRE ITALIA E HARPER’S BAZAAR: SONO PREOCCUPATO PER I BRAND INDIPENDENTI

Cristiana Schieppati

Alan Prada è editor in chief di Esquire Italia e di Harper’s Bazaar. La sua esperienza in progetti editoriali nasce in Condé Nast dove fu chiamato da Franca Sozzani nel 2007.   La sua creatività lo sta aiutando ad affrontare con positività il lockdown, facendo sinergia con la redazione e provando strade nuove in attesa che la moda possa ripartire.

 

 

Come stai vivendo questo confinamento, tra l’altro prolungato fino al 3 maggio? 

 

 

Abbastanza bene:  in questi giorni c’è molto lavoro e le mie giornate sono piene. Come per tutti, non mi è facile prevedere cosa succederà nei prossimi mesi, ma in particolare l’online ha avuto una grande crescita e quindi c’è molto da fare. Credo sia importante in questo periodo fare molta attenzione al tono di voce che usiamo in tutto quello che facciamo, senza dimenticare che la moda è il focus dei nostri titoli (Bazaar e Esquire) e dobbiamo fare di tutto per preservarne la centralità. E questo vuole anche dire impegnarsi fin da subito a trovare idee e soluzioni per fare ripartire il sistema moda una volta terminata l’emergenza sanitaria.

 

 

Trascorrere le vacanze di Pasqua a casa ha rafforzato ancora di più le mancanze di queste giornate? Come trascorri le tue giornate?

 

 

La cosa che mi manca di più in  assoluto  è viaggiare! Approfittando del tempo a casa ho  imparato a fare delle ottime torte, con una specializzazione in quelle senza farina e senza latticini.

 

 

Come hai organizzato le chiusure dei giornali? Sei riuscito a lavorare da remoto senza problemi?

 

 

Abbiamo chiuso il numero 9 di Esquire nella prima settimana di lockdown, non tutto è stato semplice, ma ci siamo organizzati e anzi abbiamo chiuso in anticipo. Del resto devo dire che sono abbastanza abituato a lavorare da remoto, e così è anche il rapporto con molti dei nostri collaboratori. Tra redazioni print e digital, tra Esquire e Bazaar, ci siamo organizzati in maniera diversa, ma abbiamo comunque un contatto quotidiano: le mie giornate sono scandite da videoconferenze su Teams. Credo che in questa fase sia importante impostare una routine e mantenere solidi e frequenti i contatti tra le persone interne alle redazioni.

 

 

Come hai reinventato il giornale in lockdown?

 

 

Sulla Bazaar TV, il progetto video che è il cuore di Bazaar Italia ci siamo dovuti inventare strade nuove, visto che produciamo una grande quantità di video, e in questo momento è molto difficile. Devo dire che con una buona dose di creatività stiamo percorrendo delle strade molto interessanti. Sui canali social abbiamo messo in moto una serie di iniziative come i “Lockdown Diaries” di Bazaar, dove persone del nostro network girano piccoli video raccontando la loro giornata.

 

 

Credi che il mondo della moda subirà dei danni notevoli?

 

 

Sì, e sono preoccupato soprattutto per i brand indipendenti, con molti dei quali sono in contatto e che stanno soffrendo molto per questa situazione. Superata l’emergenza sanitaria ci vorrà una presa di posizione da parte dell’intero sistema della moda per preservare i talenti più esposti a questa catastrofe. Stiamo ragionando a livello di Hearst Italia con il nostro CEO Giacomo Moletto e con gli altri direttori per trovare delle possibili soluzioni e supportare il sistema moda.

 

 

Come ti sei interfacciato con i tuoi colleghi internazionali? Ti sono stati di supporto?

 

 

Sono in costante contatto con gli altri direttori di Bazaar internazionali, abbiamo una chat molto attiva, e stiamo pensando a strumenti e soluzioni per affrontare questa crisi insieme anche a livello globale. Il circuito Bazaar ha il vantaggio di essere molto coeso e credo molto nell’atto di unire le nostre forze in questa situazione. Per quanto riguarda Esquire anche lì sta succedendo qualcosa di simile e devo dire che poter contare su così tante edizioni internazionali è un grandissimo vantaggio anche nell’ottica della produzione dei nostri magazine nei prossimi mesi, c’è molta solidarietà e aiuto reciproco all’interno del network.

 

 

Un messaggio per i tuoi lettori 

 

 

Rimanere ottimisti. Essere consapevoli di quanto difficile e drammatica questa situazione sia è il primo passo per riuscire ad affrontarla e superarla. Non mettiamo in dubbio la nostra forza, come individui e come paese.

 

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