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Mag 13 INTERVISTA AD ALESSIA MARCHINI: CON IL LIFE COACHING VI INSEGNO A TROVARE LE GIUSTA STRATEGIA PER RIPARTIRE

Cristiana Schieppati

In molti la conoscono  per essere la moglie di Andrea Cinciarini, cestista e capitano dell’Olimpia Milano. Ma Alessia Marchini, solare e bellissima è anche un’esperta di Life Coaching,  pratica  che  mette al servizio dei suoi clienti,  che possono imparare a gestire situazioni professionali e personali complesse e raggiungere i loro obiettivi.  Più che mai in questo periodo,  dove l’ansia spesso ha preso il sopravvento e siamo duramente messi alla prova, questa disciplina diventa uno strumento utile per conoscersi meglio e per trovare la strada per sfruttare ogni nuova opportunità.  In questa intervista Alessia ci spiega quali sono le paure che abbiamo e come una “guida” può essere un supporto importante per reinventarsi ed adattarsi ai cambiamenti.

 

 

Negli ultimi anni il coaching è diventatno sempre più importante per supportare la vita di tutti noi.  Che importanza ha oggi dopo questo lockdown?

 

 

Il coaching è rapido, ti permette di non perdere tempo in alibi, in scuse per cui ti auto-giustifichi colpevolizzando  eventi, cose o persone per la tua infelicità, o per non essere riuscita/o a fare qualcosa che volevi. Permette di scavare dentro se stessi e tirare fuori tutte le nostre risorse e le  potenzialità,  insegna a gestire le  emozioni, le  ansie e  permette di ottenere centratura e stabilità.  Essere “centrati” consente di   gestire tutto, un aiuto  soprattutto per noi donne che ci sentiamo rimbalzate  tra il lavoro, i  figli , il marito,  la spesa e la cura della nostra persona. Il Life Coach è  un vero e proprio allenatore dell’anima e in  questo lockdown  è un aiuto  fondamentale perché permette di non perderci in quelle oscillazioni di emozioni che si scatenano dentro di noi anche solo ogni volta in cui sentiamo le notizie al telegiornale.  Consente di essere focalizzati  e trovare la strategia migliore per gestire la situazione in tutte le situazioni di difficoltà,  sia private che professionali e  di  scindere bene i nostri turbamenti e, come dico io , di  chiudere i “cassetti”.   I problemi si presentano ovunque,  anche nei momenti in cui potresti rilassarti e prendere energia, per questo capita di  sfogarsi in casa con il risultato di stress, rabbia repressa o esplosa, litigi frequenti, il senso di non essere compresi da nessuno o di solitudine. Il coaching ci permette  di gestire tutte queste reazioni ed essere pronti a sfruttare al massimo ogni opportunità che ci si presenterà davanti.

 

 

Quali sono le paure più frequenti  negli  adulti e quali quelle dei più piccoli?

 

 

Le paure degli adulti sono tutte proiettate sul futuro, sono reali, e sono quelle che ci fanno trascorrere la notte insonne  con gli occhi spalancati e lo stomaco stretto, sono ansie giustificate,  specie  in questo periodo dove non si sa quando si potrà tornare ad una vita normale.  Queste paure sono reali,  ma non devono diventare  alibi per rimanere inermi. Questa situazione penalizza tutti, ma occorre agire ed è proprio qui che la  figura del Life Coach  aiuta a gestire insicurezze, timori ed a sfruttare al meglio le opportunità che si presentano, organizzare al meglio il lavoro e la famiglia, imparare a concentrarsi e focalizzarsi nel lavoro. Mettiamo il caso di una donna che si trova a casa  in smart working e cerca di lavorare,  ma viene costantemente disturbata da figli o dal rumore.  Come prima domanda che dobbiamo porci in questi casi è : “Cosa posso fare per gestire al meglio questa situazione? Quali emozioni sto provando?” Questa parte è molto importante perché spesso tendiamo a dire “va tutto bene”,  negando emozioni che abbiamo paura di vivere e somatizzando.

 

Le paure dei più piccoli invece  sono proporzionate al quello che  viene nascosto dalla famiglia:  “Cos’è questo coronavirus? Quanto mi devo preoccupare? Perché non posso più vedere i miei amici? Ho fatto io qualcosa che non va? Mamma e papà sono molto nervosi è colpa mia?”
I bimbi hanno un mondo interiore, ascoltano tutto e se non hanno le risposte costruiscono le loro interpretazioni, quindi è fondamentale spiegargli cosa succede, anche semplicemente. Siamo esseri umani e dire ai nostri figli che si può sbagliare o  che si può essere nervosi è un atto importantissimo, gli stiamo insegnando attraverso l’esempio a vivere le emozioni e non a nasconderle.

 

 

In che modo il coaching può aiutare? Come funziona?

 

 

Il coaching è modulabile a seconda della situazione, puoi aver bisogno di un percorso o di un singolo incontro per risolvere insieme un  problema, dubbio, paura ….
Il consiglio è di fare la prima consulenza, che nel mio caso è gratuita, spiegando ciò che stai vivendo e che vorresti ottenere. A quel punto il coach vi dirà tutte le possibili modalità di azione, tempistiche e costi. La parte più comoda del coaching è che basta avere un computer, o uno smartphone, quaderno e penna, perché può essere fatto anche online! E’ molto rapido e ti permette di acquisire degli strumenti che puoi applicare a tutti gli altri ambiti della vita, anzi ti meraviglierai di quanto è contagioso, un  investimento per se stessi,  per la qualità della  propria vita.

 

 

Come hai lavorato in questi mesi per stare vicina ai tuoi clienti? Che iniziative?

 

 

Abbiamo lavorato in prima battuta gestendo il momento storico in cui stiamo vivendo, staccandoci per una volta dal bisogno di certezza e stabilità di cui avevamo bisogno.  Oggi nulla è più certo e statico come una volta, anche indipendentemente dal Covid 19, le evoluzioni ed i cambiamenti hanno tempi molto più ravvicinati ed occorre reinventarsi , adattarsi a nuove tecnologie e forme di comunicazione ed uscire dalla situazione di comfort.  Occorre seguire il flusso,  ma avendo ben chiara una propria visione. Come coach aiuto a gestire le  emozioni ed a potenziare le risorse del cliente, creando insieme una strategia d’azione lavorativa post coronavirus,  studiando  un piano per organizzare  e bilanciare  vita  e lavoro. Personalmente sto lavorando a un progetto tutto “pink”, pensato per le donne, che sono certa sarà di grande aiuto.

 

 

Che differenza c’è tra psicologo e mental coach?

 

 

Il coach è una guida, che lavora su obiettivi precisi, e accompagna la persona per tutto il percorso di sviluppo, non tratta la patologia e non prescrive farmaci.

 

 

Molti sportivi usano queste tecniche… in questo periodo è stato importante per loro avere questo supporto?

 

 

Assolutamente si, lo sportivo generalmente ha una vita scandita da  orari precisi: trasferte, allenamenti, alimentazione e poco tempo  libero a disposizione.  In questo periodo  hanno dovuto imparare a organizzare i loro spazi ed a  curare il loro  corpo  in modo da essere pronti e prestanti,  devono mantenere la testa forte e concentrata per ricominciare a pieno ritmo appena possibile.

 

 

Veniamo al personale… a casa con un bambino e tuo marito atleta… come se sopravvissuta?

 

 

In realtà non me lo aspettavo proprio!  Ho preparato una precisa e dettagliata organizzazione settimanale, tra pasti (quindi spese mirate e produttive) workout e orari lavorativi.  Ho lavorato affinché non perdessimo il senso del tempo, creando comunque qualcosa di speciale e abitudinario,  ma mai banale. Ad  esempio la domenica è il giorno del  gelato,  il giovedì  il “cake day”, il martedì la serata tartare,  il sabato  la beauty routine e per mio figlio  la colazione sul divano con un pò di tv. L’attesa rendeva speciali le giornate e ci ha unito tantissimo. Tutti avevamo una precisa organizzazione in particolare Alessandro che doveva seguire  i corsi scolastici ed allo stesso tempo dovevamo evitare che abusasse di televisione e giochi elettronici.  Mio marito mi ha aiutato moltissimo, io lavoravo dal lunedì al venerdì, mentre il fine settimana lo dedicavo completamente a loro. Non sono mancati aperitivi romantici sul terrazzo, preparazione di piatti da realizzare insieme che ci hanno unito ancora di più.

 

 

Che  ruolo hanno i social nel tuo lavoro?

 

 

I social sono molto importanti,  ma per gestirli bene occorre  tempo e precisione. Nel mio lavoro mi permettono di  far  comprendere meglio cos’è il coaching e dove può agire,  così da chiarire molti malintesi  tra  le diverse figure professionali quali lo psicologo, il coach, il counselor ecc.. Ogni figura è un sostegno per risolvere problematiche diverse.  Grazie ad Instagram ( @alessiamarchini5 ) ho potuto spiegare in prima persona il mio lavoro con un contatto diretto con i followers, confrontandomi sulle  loro esigenze e  rispondendo alle loro domande sotto forma di storia.

 

 

Un esercizio da fare per aiutarci in questo periodo

 

E’ molto  importante  vivere questa situazione come uno spartiacque,  sfruttarla al massimo e vederla  come un’ opportunità, un reset.
Fermiamoci e chiediamoci se la  vita che stavamo  vivendo ci  rendeva felici, quali sono le cose che ci sono mancate in questa quarantena, se sono  quelle a cui dedicavamo del  tempo o erano proprio quelle per cui non ne avevamo ,  che davamo  per scontate. Cosa abbiamo imparato da questa quarantena?
Rispondere a queste domande ci  servirà per migliorare e far si che il Covid 19  sia stata anche un’opportunità per  tornare alla normalità imparando a non dare nulla per scontato, consapevoli di cosa è davvero rilevante nella nostra vita  e  tornare  presto a sentirci felici.

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