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Apr 20 INTERVISTA ALLO CHEF CARLO CRACCO: DONARE CIBO E’ IL MIO MODO DI DIRE GRAZIE

Cristiana Schieppati

Carlo Cracco è uno degli chef italiani più conosciuti a livello internazionale.  Il suo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele II,  affacciato in una delle location emblematiche della Milano da bere è chiuso dal 3 marzo per rispettare  i provvedimenti del Governo per contrastare il dilagarsi del Covid 19.   Ma lo chef, insieme alla sua inseparabile compagna di vita Rosa Fanti, ha attivato una serie di iniziative che consentono ad amici e clienti di continuare a godere di ricette stellate anche a casa senza dimenticare iniziative di solidarietà,  come le 300 colombe offerte ai medici del San Raffaele e i pasti  gratuiti preparati per gli operai che hanno costruito l’ospedale in Fiera. In questi momenti, quello che fa la differenza tra le persone è chi sa rendersi utile per gli altri,  senza chiedere nulla in cambio.

 

 

Il lavoro si è fermato all’improvviso, come avete affrontato il lockdown?

 

 

Il lockdown è stato ovviamente un atto necessario e dovuto, perché al primo posto si doveva mettere la salute di tutti. I ristoranti sono chiusi, per fortuna siamo operativi con il nostro shop online, che sta funzionando molto bene, più del previsto, e che in questi ultimi giorni abbiamo integrato con il delivery, introducendo “il pranzo della domenica”, un menu speciale che prepariamo e consegnamo a casa per la domenica appunto.

 

 

Come avete gestito la Pasqua, siete riusciti a lavorare?

 

 

Per la Pasqua abbiamo lavorato molto con il nostro e-commerce, consegnando colombe, uova al cioccolato e altri prodotti in tutta Italia e anche all’estero per alcuni clienti speciali. E il giorno prima di Pasqua, il sabato, abbiamo donato più di 300 colombe per i medici e gli operatori sanitari del San Raffaele, per rendere più “dolce”, in qualche modo, il loro lavoro e per ringraziarli simbolicamente.

 

 

Avete intrapreso delle iniziative di solidarietà?

 

 

Ci siamo resi disponibili fin da subito, avendo ovviamente molto tempo libero. Abbiamo cucinato per due settimane per gli operai che stavano costruendo l’ospedale in Fiera, 400 pasti al giorno pranzo e cena, cucinavamo in Galleria e poi servivamo tutto direttamente là, perché ancora non c’erano cucina attrezzate. Ci è sembrato il minimo, per dare un servizio e un sollievo a chi lavorava tante ore al giorno. E’ stata un’esperienza umanamente molto importante e formativa, ci siamo resi conto che ognuno di noi in questi momenti deve fare qualcosa e deve rendersi utile per gli altri, soprattutto per le categorie più svantaggiate e per quelle più deboli. Sono felice e orgoglioso di come il Comune di Milano, ad esempio, con un esercito di volontari, si è subito attivato per le persone più bisognose, attraverso tante iniziative.

 

 

I clienti vi sono stati vicino e vi hanno supportato?

 

 

Si, con i nostri clienti abituali e gli amici abbiamo mantenuto rapporti, ci hanno scritto e incoraggiato. Per loro abbiamo anche preparato dei pranzi speciali per i giorni di Festa. Ma abbiamo ricevuto la solidarietà anche di clienti nuovi, che magari non conosciamo direttamente, ma che ci sostengono e ci incoraggiano “ a distanza”.

 

 

A livello personale come ti sei organizzato nella vita di tutti i giorni? 

 

 

Io continuo a lavorare per le attività con cui siamo operativi, quindi delivery (oltre al “pranzo della domenica” del Ristorante Cracco, è attivo tutti i giorni anche il delivery di Carlo e Camilla in Segheria) e sito di e-commerce, a cui stiamo lavorando ogni giorno per arricchirlo di nuovi prodotti e creazioni. Per il resto, ho molto più tempo libero e devo dire che non mi dispiace affatto la sera guardarmi una serie tv, un film, o leggermi un buon libro. Erano anni che non lo facevo.

 

 

Come credi evolverà la situazione? Come sarà la ripresa per i ristoranti e che danni ci saranno ?

 

Mah, chi può dirlo? Certamente cambieranno molte cose, cambieremo abitudini e dovremmo ripensare il nostro approccio alle cose. Ma sono sicuro che non cambierà la nostra voglia di stare insieme, di uscire, fare un’esperienza culinaria, concederci una buona bottiglia di vino ogni tanto. La convivialità fa parte di noi e devo dire che qualche “sfizio” ce lo siamo anche meritati. All’inizio ci vorranno molte accortezze e ci saranno molte limitazioni, ma poi torneremo come prima, magari con un po’di consapevolezza in più che può solo migliorarci..

 

 

Come ti sei  informato in questo periodo?

 

 

Tutto, soprattutto web e giornali. La tv di informazione generalmente mi annoia, salvo qualche programma ben fatto. E ho un caro amico che ogni giorno mi manda una mini rassegna stampa con tutte le notizie principali dal mondo, solitamente di economia e finanza.

 

 

Un messaggio ai vostri clienti 

 

 

Ci mancate e vi aspettiamo presto. In questi giorni stiamo lavorando (e cucinando e sperimentando…) per voi!!

 

 

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