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Apr 16 L’AZZURRO FEDERICO PELLEGRINO : TORNEREMO PRESTO IN PISTA, MA OGGI LA VITA HA LA PRIORITA’

Cristiana Schieppati

Federico Pellegrino è un fondista italiano atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, campione del mondo nella sprint a Lahti 2017  e vincitore di una Coppa del Mondo di Sprint e di una medaglia d’argento olimpica e da poco entrato a far parte della community dei “Friend of the brand” di Seiko.  Lo abbiamo intervistato per conoscere come un atleta vive questo periodo di confinamento,  dove il tempo sembra non passare mai. Un matrimonio da celebrare a giugno e il desiderio di tornare in pista al più presto.

 

 

Come stai vivendo queste giornate?

 

Le sto vivendo con un po’ di ottimismo, perché io sono ottimista di carattere, quindi cerco di sperare sempre – soprattutto in periodi come questi, molti tristi e molto bui, dove c’è incertezza sul domani. Cerco di essere positivo, però  sono un po’ preoccupato perché ormai è già da settimane che questa situazione va avanti e  nonostante le forti restrizioni che stiamo vivendo è difficile trovare degli elementi che ci facciano pensare in un futuro prossimo, diciamo così, migliore. D’altra parte, personalmente ho in programma un matrimonio, il matrimonio della vita, il 6 giugno, e quindi ancor di più devo cercare di credere che tutto andrà bene.

 

Come hai appreso la notizia che sono vietati gli allenamenti?

 

In teoria è stata una notizia non-notizia perché  l’attività è ferma da metà marzo. Poi non so, probabilmente qualcuno avrà avuto nel frattempo delle indicazioni diverse da quelle che ho ricevuto io dalla mia Federazione e dal mio gruppo sportivo di appartenenza ovvero il Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.  Io  da quando sono  rientrato dalla trasferta del Canada – che è stata se non sbaglio il 16 o il 17 marzo  – sono  chiuso in casa e cerco di raccontare la mia quotidianità anche tramite i social per far passare il messaggio di seguire le regole, poiché questa è l’indicazione che tutti devono rispettare, atleti compresi. Poi non so se fino a quando non c’è stata l’ufficialità del rinvio delle Olimpiadi  gli atleti che erano in procinto di partecipare  avevano qualche deroga.

 

Ti confronti con altri atleti?

 

Mi confronto con altri atleti sicuramente, colleghi della mia stessa disciplina sia italiani che stranieri, soprattutto con qualche amico americano, e dai quali ricevevo dei gran bei messaggi di solidarietà all’inizio, poi siamo passati alla fase preoccupazione per loro, e a seguire di condivisione di questo momento triste perché anche in America come tutti sappiamo è arrivato questo virus.

 

Quali  progetti riesci a mandare avanti in questo momento?

 

Cerco di portare avanti quei piccoli progetti che avevo lasciato in sospeso, come le tante piccole cose a casa, quei classici lavoretti che dici “sì, prima o poi lo faccio”  e poi non c’è mai il tempo di fare. Ho organizzato, ho sistemato tutta la burocrazia sia cartacea che digitale degli ultimi anni di vita e che riguarda anche il futuro.  Mi tengo in allenamento a  casa per mantenermi in forma ma non vedo l’ora di tornare a prepararmi con degli obiettivi agonistici.

 

Un messaggio agli sportivi:

 

Non fate i furbi!  Siamo anche noi, soprattutto noi sportivi professionisti, che dobbiamo dare il buon esempio, e  discostarci da quel  sano egoismo tipico di noi atleti. Dobbiamo allontanarci per ora da  quel nostro modo di vivere e mettere  la vita sportiva in secondo piano rispetto alla vita.  Oggi siamo messaggeri di solidarietà nei confronti di chi sta svolgendo il suo dovere in situazioni ben più rischiose di quelle che vengono richieste a noi, ovvero di stare in casa. Quindi stiamo alle regole e teniamoci la voglia di allenarci, di sfogarci all’esterno per quando poi lo potremo fare, e rendere gli allenamenti futuri ancora più proficui.

 

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