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Dic 09 L’ETÀ DEL GIUDIZIO

di Carlo Sidoli

È arcinoto che tutti coloro che hanno il potere di prendere decisioni stanno ben attenti a non cadere nell’autolesionismo. Immaginate se sia possibile che i nostri parlamentari approvino una legge che ne diminuisca i numerosi privilegi di cui godono. Piuttosto cercano di aumentarseli; i loro e quelli dei loro amici, parenti e benefattori. E se tra questi ultimi ci sono categorie o associazioni non esitano a ricambiare certi piaceri con qualche “provvedimentino ad hoc” infilato qua e là, in testi di legge che magari hanno tutt’altro come argomento principale. Può essere il caso di una nuova norma a favore delle scuole guida da introdurre nel Codice della Strada che vieta agli ultrasessantacinquenni di fare da istruttori. La non idoneità è evidentemente dovuta a impedimenti fisici o a impedimenti mentali: “rincoglioniti”, come direbbe il noto infettivologo e showman dottor Matteo Bassetti nel suo linguaggio oxfordiano e rispettoso del prossimo, come si conviene ad un medico ippocratico, (ebbe a usare l’epiteto di “rincoglionito” in una conferenza a Sutri il 23 agosto scorso, all’indirizzo del premio Nobel per la medicina 2008 Luc Antoine Montagnier, francese, e fu applaudito dal pubblico in sala). Di conseguenza, come fa notare l’ing. Enrico De Vita nell’editoriale di Automoto del 26 novembre nella sua critica argomentata alle nuove norme del Codice della strada, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Primo Ministro Mario Draghi, entrambi over 65, risulterebbero inadeguati a fare gli istruttori di scuola guida (quindi deduco che siano affetti da deficienze fisiche o mentali, ma dal momento che si muovono bene,……….). Cioè i due insigni rappresentanti della Repubblica e i loro “coetanei”, mentre possono fare i volontari che aiutano i vigili urbani fuori dalle scuole e soprattutto possono guidare l’automobile, se in regola con la patente a punteggio pieno, risultano per legge incapaci di insegnare la prudenza e la guida corretta agli apprendisti. Evidentemente esperienza e rispetto delle regole non rappresentano una garanzia o almeno lo sono solo fino ai 65 anni, poi i danni irreversibili al cervello consigliano di smetterla. L’età è il nuovo discriminante dell’Italia a venire (e di quella in corso); basta con le prove attitudinarie, le verifiche, gli esami, le promozioni e le bocciature! A 6 anni si va a scuola, dopo cinque anni tutti alle medie e dopo tre anni tutti al liceo e dopo un congruo numero di anni tutti laureati e poi e poi avanti fino ai fatidici 65 anni, quando tutti, per definizione, perdono il senno. L’età della morte non è stata ancora stabilita, ma si arriverà anche a questo, a lasciarli fare. Fosse per loro, quel rimbambito di Michelangelo Buonarroti mai avrebbe dovuto applicarsi ai capolavori della tarda età, come la Cappella Paolina, per non dire di Gian Lorenzo Bernini che, ottantenne, fu capace di realizzare i dieci angeli del ponte di Castel Sant’Angelo e la statua dell’estasi della beata Ludovica Albertoni. Meno male che i riformatori del Codice della Strada non sono affetti (per ora) da furia iconoclasta e non si mettono a distruggere le opere dei grandi geni tardivi. In tal caso mi auguro che partano da Pablo Picasso, artista “moderno” che, secondo i critici, ha dato il meglio di se in età matura. Si fa per ridere o, meglio, per non piangere. Intanto, i revisori del Codice della Strada non hanno brillato in fatto di novità nelle prevenzione delle situazioni di pericolo. Sono ricorsi al “solito” metodo dell’inasprimento delle sanzioni pecuniarie che in alcuni casi sono raddoppiate o addirittura triplicate, come si usava all’epoca delle gride manzoniane. Evidentemente sono convinti che la paura della “multa salata” induca a rispettare le regole, il che non è vero se non in minima parte, come dimostra la statistica. Il vero deterrente è l’aumento dei controlli, il che richiede innanzitutto la chiarezza della segnaletica (sia orizzontale che verticale), la cui manutenzione è spesso trascurata. Poi l’utilizzo di attrezzature in regola con le norme e infine la presenza di agenti, ben visibili, sulle strade. 

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