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Gen 10 LORENZO INSIGNE DICE ADDIO AL NAPOLI E VA A TORONTO

di Francesco Bonfanti

Adesso è davvero ufficiale: Lorenzo Insigne dirà addio al Napoli e all’Italia, e dal prossimo 1° luglio sarà un giocatore del Toronto FC, come ampiamente testimoniato dall’account Instagram del club canadese che ha immortalato il momento della firma e il primo saluto di Insigne ai suoi nuovi tifosi, un colpo al cuore per il popolo napoletano, che ha sperato fino all’ultimo nel lieto fine.

E invece niente, perché a fare la differenza sono state le cifre sul contratto, come sempre. La decisione di Insigne, infatti, è nata dal mancato rinnovo con il Napoli, che ha addirittura giocato al ribasso rispetto all’attuale contratto in scadenza da 4,5 milioni. Il presidente De Laurentiis gliene ha proposti 3,5 all’anno e da lì non si è mosso. Il Toronto, al contrario, ha messo sul piatto 11,5 milioni di euro a stagione come base fissa più 4,5 milioni di bonus legati al numero di gol e di assist, extra tutto sommato non impossibili da raggiungere con conseguente aumento della cifra totale fino a 16 milioni netti a stagione. Impossibile paragonare le due offerte dal punto di vista economico, visto che Insigne diventerà il terzo giocatore italiano più pagato di sempre: meglio di lui soltanto Graziano Pellè (15 milioni all’anno dai cinesi dello Shandong Luneng nel 2016) e Stephan El Shaarawy (16 milioni all’anno dai cinesi dello Shanghai Shenhua nel 2019), più di quanto guadagnano i due italiani del Psg, l’ex compagno di squadra al Pescara Marco Verratti (11 milioni) e Gigio Donnarumma (8 milioni a stagione).

La domanda è semplice: ha fatto bene o no? La questione può essere vista da due diverse angolazioni, quella economica e quella sportiva. Se il primo aspetto è sin troppo palese, sul secondo qualche riflessione si può fare: Insigne a giugno compirà 31 anni, quindi si trova ancora nel pieno della sua carriera. Andare a giocare negli Stati Uniti con davanti ancora cinque o sei anni di carriera ad alto livello vuol dire uscire dai radar del calcio che conta. Perché una scelta del genere significa anche mettere da parte l’idea di vincere qualcosa di importante con il “suo” Napoli, o provare a farlo in altri top club europei, squadre che avrebbero potuto offrirgli contratti meni ricchi ma con la possibilità di arricchire la bacheca.

E poi c’è la Nazionale: un conto è andare a giocare in Francia (Verratti e Donnarumma nel Paris Saint Germain, Emerson Palmieri nel Lione), Inghilterra (Jorginho nel Chelsea), Spagna o Germania, ovvero uno dei cinque maggiori campionati europei insieme al nostro, altra cosa è andare dall’altra parte dell’oceano dove il livello è più basso, la qualità decisamente inferiore e la visibilità ridotta. Un aspetto che il CT Mancini non potrà non tenere in considerazione, e Insigne rischierà così di perdere i prossimi Mondiali se, come tutti speriamo, l’Italia riuscirà a superare la trappola dei playoff.

Una scelta con pro e contro, solo il tempo dirà se Insigne l’ha azzeccata davvero.

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