Moda

Apr 16 MALO AFFRONTA LA SFIDA IMPOSTA DAI NUOVI TEMPI

Redazione

MALO, storico marchio fiorentino specializzato in maglieria di cashmere, interpreta la sfida imposta dai nuovi tempi che riportano l’attenzione su focus importanti dal lato socio-economico. Il coronavirus sta infatti cambiando il modo di pensare a diversi settori tra cui quello della moda.

«Da tempo lavoriamo sulla creazione di capi timeless, che vanno oltre le mode e le stagionalità. Capi senza tempo, capaci per qualità e stile, di essere indossati anno dopo anno. La nuova situazione mondiale ci impone di insistere su questo modo di lavorare e produrre capi che superano le mode del momento. Del resto Malo ha avuto sempre come prerogativa controcorrente quella di produrre solo due collezione l’anno, realizzando capi con il dovuto tempo, attenzione e ricerca», dichiara Walter Maiocchi, Presidente e proprietario della Malo.

Per quanto riguarda la collezione PE20 è stata messa a punto una strategia digital ad hoc, un vero e proprio racconto, un viaggio virtuale a Km zero che parla dei luoghi d’ispirazione della collezione, alla scoperta delle più belle mete italiane. Da Firenze a Venezia, da Portofino a Roma.

La nuova proprietà Malo con al timone Walter Maiocchi, Presidente, Luigino Belloni, Sales Manager, e Bastian Mario Stangoni, Responsabile Produzione è consapevole della difficoltà del momento ma è decisa ad affrontare questo nuovo cambiamento mondiale. D’altronde i nuovi proprietari, rilevando l’azienda nel 2018, avevano già dato dimostrazione di saper accettare le sfide, anche quelle più difficili, con quell’attitudine all’ottimismo e al massimo dell’impegno che rende orgogliosamente celebre l’imprenditoria italiana in tutto il mondo. «Siamo consapevoli delle difficoltà ma siamo sicuri che un momento di riflessione non potrà che dar vita a nuovi progetti e nuovi orizzonti su cui lavorare, puntando sempre più sulla valorizzazione del Made in Italy e l’alta qualità, lavorando con impegno ogni giorno per conquistare la fiducia di chi acquista i nostri capi».

 

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