Auto

Lug 24 MISTERO…

di Bianca Carretto

Il logo di un’azienda rappresenta, da sempre, la sua immagine, coglie l’essenza dei valori del brand ed è, abitualmente, in grado di suscitare delle emozioni. Il primo marchio Fiat identificava quel tempo – siamo nel 1899 – con una pergamena in ottone, fissata sul cofano, dove era riportata la ragione sociale completa: Fabbrica Italiana Automobili Torino. Ora, con la presentazione della Topolino e della 600  sono ricomparse le 4 stanghette inclinate, presenti tutt’ora sulle auto vendute in Sud America, simile allo stemma impiegato sulla Croma, la Panda e la Uno degli anni 80/90 a cui è stata aggiunta la scritta Fiat e scavato, nell’identico colore della carrozzeria, il nome della vettura.”Tanta roba”, direbbe qualcuno, per non aver avuto nessun comunicato ufficiale, un mix di simboli, una sostituzione così forte che, forse, meritava qualche spiegazione. Si dice che comparirà anche come insegna delle concessionarie, un ritorno al passato per le auto del futuro? La sostituzione  silenziosa di un look può avere tante motivazioni, può anticipare un’indagine di mercato, oppure non avere ancora chiara la collocazione esatta che si vuole dare al prodotto a meno che non sia il primo passo verso una scomparsa del brand, in maniera soft.

 

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