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Set 13 MOBILITÀ ELETTRICA: LA VELOCITÀ DI RIFORNIMENTO

Antonio Bertei e Marco Lagnoni, rispettivamente professore associato e ricercatore all’Università di Pisa, hanno svelato di aver scoperto il “segreto” per colmare il divario che oggi separa le auto elettriche da quelle a combustione, ossia la velocità di rifornimento. Hanno dimostrato che il processo di ricarica rapida così come è concepito oggi può causare una deposizione di litio metallico sulla superficie dell’anodo di grafite (l’elettrodo negativo). Questo fenomeno porta alla perdita irreversibile di litio, limitando le prestazioni energetiche e compromettendo la sicurezza delle batterie. Ma i ricercatori hanno confermato che tale fenomeno è in parte reversibile. 

“Il modello computazionale che abbiamo messo a punto per questo studio ha permesso di osservare ‘in diretta’ il processo di ‘placcatura al litio’ della grafite e di dimostrare che questo può essere riassorbito dall’elettrodo, rallentando così l’invecchiamento delle batterie. È sufficiente inserire delle pause a determinati livelli di ricarica, tanto che, con i colleghi, abbiamo coniato il motto ‘aspettare per essere più veloci’, per descrivere l’impostazione che dovrà informare lo sviluppo dei protocolli avanzati di ricarica rapida del futuro, concepiti per le batterie automobilistiche di prossima generazione”, ha spiegato Marco Lagnoni.

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