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Set 20 NAVIGARE ELETTRICO DOVE NACQUE VOLTA

di Carlo Sidoli

A oltre 200 anni dall’invenzione della “pila”, la Fondazione Alessandro Volta di Como ha celebrato i 140 anni dalla creazione dell’unità di misura “volt” del Sistema Internazionale, scritta in minuscolo, come tutte le grandezze della fisica quando sono scritte per esteso (abbreviata, invece, va in maiuscolo “V”), la quale fu stabilita ad indicare la tensione elettrica, in onore del grande comasco. Giusto; lo scienziato lariano, ci fosse stato ai suoi tempi il premio Nobel per la fisica, se lo sarebbe aggiudicato almeno due o tre volte. In effetti, nel 1794, gli fu assegnata la Medaglia d’Oro Copley della Royal Society di Londra, l’equivalente del Nobel attuale. Ma allora perché “volt” e non “volta”? Tante congetture, tra cui non poteva mancare quella “complottista”, che ci vuole vittime dell’ostracismo e della spocchia anglo-franco-germanica che tende a cancellare i riferimenti alle eccellenze dell’italianità. Non parliamo di Spagna e Portogallo che addirittura ci rubano le origini di Cristoforo Colombo. C’è chi dice che l’hanno stabilito monco perché “volta” si pronuncerebbe male in alcune lingue straniere; ma allora perché esiste il “tesla” (in onore di Nikola Tesla, scienziato croato)? Non lamentiamoci troppo, dato che come Alessandro Volta anche il britannico Michael Faraday vede l’unità di misura a lui dedicata ridotta a “farad” (due lettere in meno) e persino il francese André-Marie Ampère perde l’accento del cognome per ridursi ad un (gastronomico) “ampere”. Dev’essere stata dura il far rinunciare ad un accento a chi insiste a dire “ordinateur” invece di computer e quatre-vingt-dix-huit al posto di novantotto (in Svizzera e nel Belgio francofoni, alcuni rivoluzionari azzardano il nonante-huit). Comunque a Volta, scritto per intero, sono dedicati un cratere della Luna (1964) e un asteroide (1995). L’evento di Cernobbio, presso Como, battezzato “Villa d’Este Style – Electric Yachting”, primo e speriamo non unico, ha avuto come tema la navigazione elettrica senza entrare nei particolari della fase operativa ma concentrandosi sulla sua utilità, fattibilità e addirittura obbligatorietà negli specchi lacustri dove è vietata la navigazione a motore. Gli effetti elettromagnetici della corrente, non indagati dal Volta ma conseguenti alla sua più famosa invenzione, sono alla base del funzionamento dei motori elettrici. Per completezza d’informazione Volta è anche lo “scopritore” del metano, carburante oggi molto utilizzato. Tanto per precisare: al convegno di Villa d’Este tutti, dai relatori alle autorità, al pubblico in sala, non avevano dubbi sulla fattibilità e sull’utilità della navigazione elettrica e quindi il “dibattito” è stato essenzialmente informativo. Esagerando non poco, c’è stato chi ha visto nell’evidente miglioramento della trasparenza delle acque del lago di Como, durante il lockdown da Covid 19, gli effetti della riduzione della navigazione con motore a combustione interna. In realtà, in quella circostanza, sono state molte le attività inquinanti che con la loro diminuzione hanno contribuito a migliorare l’ambiente. Non v’è dubbio comunque che il passaggio alla navigazione elettrica, anche solo dal punto di vista della riduzione del consumo di prodotti petroliferi in loco e del rumore, avrebbe benefici immediati sull’ecosistema lacustre. Se mettere a punto imbarcazioni a motore elettrico è fattibile, come dimostra l’attività dello storico cantiere Ernesto Riva che ha presentato alcuni esemplari “entrobordo” (“fuoribordo” elettrici sono prodotti e usati già da tempo), il discorso più complesso riguarda le infrastrutture: essenzialmente dove effettuare la ricarica delle batterie se non si ha a disposizione una darsena attrezzata. Il Comune di Como ha annunciato l’installazione di una colonnina di ricarica elettrica a lago: pare poco se pensiamo ai tempi del rifornimento, ma potrebbe anche essere troppo, se nessuno la utilizzasse. Assente qualsiasi rappresentante della società di navigazione che gestisce il trasporto pubblico su acqua e che sarebbe la maggiore interessata, per quantità e volume, alla elettrificazione del servizio. Sarà per la prossima volta (con la V minuscola).

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