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Giu 15 OGGI COME OGGI, CONVIENE L’AUTO ELETTRICA?

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Una domanda d’attualità che non può avere una risposta univoca. Ben inteso, lo stesso vale per la domanda analoga, assai frequente, se convenga acquistare un’auto a benzina piuttosto che Diesel o a metano o a GPL. Dipende dall’uso che se ne vuol fare, dalle prestazioni richieste, dalla reperibilità dei rifornimenti, eccetera. Non solo, per molti automobilisti “passare all’elettrico” rappresenta anche l’opportunità per “passare” al cambio automatico, apprezzare la silenziosità di marcia, non consumare energia quando si è fermi nel traffico e addirittura recuperarla nelle fasi di rallentamento, ma anche (meno piacevolmente) la necessità di programmare attentamente itinerari e tempi in funzione delle soste necessarie per il rifornimento. Chi passa all’elettrico deve essere disposto a qualche cambiamento nel modo di guidare, il che può essere anche piacevole. Dal punto di vista prettamente economico, potrebbe essere utile andare a confrontare i “rimborsi chilometrici” pubblicati dai vari siti specializzati che tengono conto, modello per modello, del prezzo iniziale e del suo ammortamento, della tassa di circolazione, del premio di assicurazione, dei consumi e della manutenzione in funzione dei chilometri percorsi annualmente. Però, nel caso dell’automobile elettrica (e, in proporzione, per quella ibrida) entrano in considerazione ulteriori elementi economici perché il mercato automobilistico, già normalmente “drogato” dalla politica degli sconti, delle offerte, della supervalutazione dell’usato, della rottamazione gratuita del vecchio veicolo, eccetera, propone gli “incentivi specifici” connessi al concetto ecologico intrinseco dell’auto che consuma energia elettrica (“EV”). Come dire: occorre dare un valore alla possibilità di viaggiare anche nei giorni di “blocco del traffico” di accedere alle zone a traffico limitato o alla percorribilità delle corsie preferenziali o al parcheggio gratis se non addirittura riservato e persino alla ricarica gratuita, laddove ci siano le colonnine predisposte. Tutte cose che dipendono quasi sempre dalle amministrazioni locali e che oggi ci sono ma domani potrebbero essere revocate. In linea di massima, limitandoci al bilancio puramente economico e sull’esperienza, ancora limitata delle EV in circolazione, si delinea la situazione che la vettura elettrica ha un costo iniziale maggiore rispetto alla equivalente con motore tradizionale e poi, man mano che viene utilizzata, essa “recupera” grazie alla notevole convenienza del prezzo dell’energia consumata, che è di alcuni centesimi al chilometro.

Nel giro di poco tempo (4-6 anni) l’auto elettrica risulta più conveniente della “rivale” a benzina salvo poi presentarsi la necessità di sostituire tutte le batterie di trazione, che sono la parte più costosa dell’auto elettrica e che mediamente sono garantite per 8 anni o 160.000 chilometri. Ciò comporta un esborso oneroso, da 10.000 Euro in su (parecchio in su); una cifra che spesso supera il valore residuo del veicolo. Possiamo dire che questa “scadenza” (del cambio delle batterie) è il motivo di maggiore incertezza per chi si sente propenso ad acquistare un veicolo a motore elettrico. Un annuncio, atteso per questo mese e rinviato a causa della pandemia di Coronavirus in corso, ha dell’eccezionale perché toglierebbe di mezzo ogni dubbio a favore delle EV: arriveranno sul mercato nuove batterie garantite per 2 milioni di chilometri o 16 anni, come dire “garantite a vita”. Il produttore è la società cinese CATL (Contemporary Amperex Technology Limited), già attualmente fornitrice di Tesla, Volkswagen e altri, che le farebbe costare “solo” il 10% in più di quelle attuali e oltretutto non conterrebbero elementi in cobalto, materiale difficilmente reperibile, costoso e soggetto a monopolio. Sembra una cosa inverosimile e per la verità ci accontenteremmo di molto meno; comunque la faccenda è in mano a Elon Musk, il fantasioso manager, amministratore delegato di Tesla (ma anche proprietario di SpaceX, primaria industria aerospaziale), che sta scegliendo il giorno adatto per l’annuncio e che l’ha già chiamato “Battery Day”.

 

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