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Gen 13 RISUS ABUNDAT

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I comici di successo sono quelli che non si limitano a raccontare le barzellette o le storielle surreali, infarcite di qualche, o molte, volgarità. Beninteso, la parolaccia e l’allusione pruriginosa  non mancano perché servono a far ridere il pubblico, il quale reagisce sempre così quando si trova in imbarazzo. Mai visto uno alzarsi e andarsene o una gentile signora arrossire; tutti ad applaudire sforzandosi di ridere e di sembrare moderni, superiori a certi preconcetti ormai superati. I comici di successo, dunque, arricchiscono il loro repertorio con la satira, meglio se politica e dissacrante (almeno così credono loro) e fanno vedere che non hanno paura di nessuno. Ai tempi di Hitler e Stalin ne circolavano molti di meno (a tiro di rappresaglia), ma oggi il coraggio non manca e loro ne sono la dimostrazione. Se poi si tratta di prendere in giro qualcuno che un domani potrebbe diventare utile (un nuovo datore di lavoro) o che è troppo potente e vendicativo o che è molto benvoluto, basta fare un accenno iniziale di stima del tipo: “ti voglio bene, guarda che scherzo”, eccetera. Con queste attenzioni, e con una buona dose di talento, il successo è assicurato quando si riesce a mettere in evidenza le stranezze e le contraddizioni del malcapitato di turno: il ministro deboluccio sui congiuntivi, la diva con le labbra rifatte, il personaggio pubblico che si contraddice. L’ottimo Maurizio Crozza è maestro in queste esibizioni e prende in giro regolarmente tutta una serie di personaggi facendo l’imitazione di alcuni (Feltri, Berlusconi, Renzi,…) e criticando il comportamento di altri, in base soprattutto alle notizie di cronaca. Naturalmente, quando si vuole ridicolizzare il prossimo, sarebbe conveniente utilizzare argomenti sulla cui evidenza non ci sono dubbi e di cui si ha piena padronanza, altrimenti si rischia l’autogol, a meno che la cosa scivoli sotto silenzio, com’è successo quando, recentemente, Crozza si è occupato di Greta Thumberg (ancora lei!).

 

Si parte dal fervorino iniziale sul tono “siamo tutti con te, ti vogliamo bene, quanto ci piaci!” e poi si entra in argomento ricordando che la fanciulla è la paladina della lotta all’inquinamento e la nemica delle emissioni di anidride carbonica. Successivamente si ricorda che Greta, dovendosi recare dall’Europa in America per partecipare alla Conferenza sul Clima, ha voluto attraversare l’Atlantico in barca a vela per esprimere simbolicamente l’opportunità di non usare combustibili a base di carbonio. Infine si piazza l’affondo con la foto dell’imbarcazione: Greta è a bordo di un moderno scafo che fa, per la sua realizzazione, ampio uso di fibra di carbonio! E giù tutti a ridere perché hanno inteso che la Thumberg l’ha fatta davvero grossa, senza immaginare che Crozza l’avrebbe smascherata. Avete visto bene: non con l’aereo o con la nave (che allora, forse, ci sarebbe stato da ridere davvero); ha viaggiato con una barca a vela in fibra di carbonio! Crozza induce a far credere che utilizzare il carbonio come materiale da costruzione equivalga a inquinare l’atmosfera con l’anidride carbonica, e il pubblico giù a ridere. Certo, “verba volant” e la figuraccia o il tentativo di distorcere la realtà per strappare il consenso (cioè a fini di lucro) del noto intrattenitore passa inosservata, ma a prenderla in considerazione, ha una rilevanza notevole. Il carbonio, imprigionato nel materiale da costruzione, viene scambiato per un gas ad “effetto serra” sparato nell’ atmosfera. Con questa logica gli alberi, che notoriamente inglobano il carbonio, anziché svolgere un’azione benefica sarebbero i peggiori nemici del clima. Meno male che sull’argomento ci sono ottime iniziative che mi piace ricordare. Sta iniziando la stagione tennistica internazionale 2020 che, come sempre, parte dall’Australia. Molte campionesse, provenienti da tutto il mondo, hanno deciso di contribuire a risollevare le condizioni del continente infuocato donando da cento a duecento dollari per ogni “ace” che metteranno a segno nei loro incontri. Per dare un’idea, sono ragazze (o giovani signore) capaci di realizzarne una decina per match.

 

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