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Mar 25 SEAT: LA BASE E’ SOLIDA

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“Nel 2020, lavoreremo intensamente per affrontare le diverse sfide che riguarderanno il nostro business, come la caduta dei mercati e, specialmente, gli effetti del Covid-19. La pandemia del coronavirus non consente alcuna stima affidabile in merito all’impatto sull’economia mondiale e sui risultati di Seat nel 2020. In tale contesto, l’applicazione di misure per assicurare la liquidità sarà di massima importanza per l’intera durata della crisi. Quando tutto ciò sarà passato, la priorità sarà tornare quanto prima alla normalità dal punto di vista di produzione e vendite” così Carsten Isensee, Presidente e Vicepresidente di Finance e IT di Seat mette in chiaro le posizioni dell’azienda rispetto all’emergenza di questi giorni. Il marchio spagnolo, uno dei maggiori datori di lavoro in Spagna, ad oggi si sta avvalendo del Piano di Adeguamento Temporaneo dell’Occupazione (ERTE), non tirandosi indietro di fronte alle sfide più imminenti poste dallo scenario macroeconomico avverso. Del resto il 2019 è stato un anno positivo. “I numeri raggiunti grazie al lavoro di squadra di tutta l’organizzazione ci posizionano in maniera ottimale. I risultati dell’anno scorso costituiscono una base solida su cui costruire il futuro a lungo termine dell’azienda”, ha commentato ancora il manager.

 

La casa automobilistica ha registrato un utile al netto delle imposte di 346 milioni di Euro, il 17,5% in più rispetto al 2018 (294 milioni). L’utile operativo è aumentato del 57,5%, fino a 352 milioni di Euro (rispetto ai 223 milioni del 2018) e il fatturato è cresciuto dell’11,7% rispetto al 2018 per un totale di 11.157 miliardi di Euro, trainato dall’aumento delle vendite. Per i mesi futuri è previsto il via ufficiale all’elettrificazione con cinque nuovi modelli, elettrici e ibridi plug-in tra il 2020 e 2021, che si sommeranno alla Mii electric, già in vendita.

 

In relazione ai progetti più rilevanti – in seno alla revisione della strategia del Gruppo Volkswagen – Seat ha deciso di rimandare il proprio ingresso in Cina e non farà quindi parte dell’azionariato di JAC Volkswagen, continuando comunque a collaborare nelle aree di Design e Ricerca e Sviluppo. Infine, rispetto ai cambiamenti di regolamentazione in Algeria, già a metà 2019 il marchio ha dovuto fermare l’assemblaggio di vetture in loco, analizzando con il Gruppo Volkswagen e con le autorità le possibili vie per continuare a operare nel Paese. Ancora una sfida che gli spagnoli hanno accolto con grinta.

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