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Lug 29 …SUL CORRIERE DI OGGI…

di Bianca Carretto

Il corso del fiume Aller, dagli argini cementificati, scorre, come sempre, tranquillo a Wolfsburg, circonda l’immensa fabbrica Volkswagen, sormontata da quattro ciminiere, raddoppiandone l’immagine nell’acqua. Lo scossone di una settimana fa, con l’uscita inaspettata del ceo Herbert Diess, sostituito da Oliver Blume, è già stato assorbito. A comunicare i risultati finanziari del gruppo, ci ha pensato il Chief  Financial Officer, Arno Antlitz che ha concluso la presentazione dicendo che “nonostante le sfide globali senza precedenti, dimostriamo una notevole solidità finanziaria. Il gruppo si aspetta che il mix di prodotti si normalizzi nella seconda metà dell’anno, poiché la situazione dei semiconduttori dovrebbe migliorare e abbiamo un solido portafoglio di ordini”. Il fatturato si è dimostrato stabile nel periodo di riferimento, a 132,3 miliardi di euro (più 2% rispetto al 2021), con il risultato operativo aumentato del 16,1%, arrivato a 13,2 miliardi di euro. 

Di fatto sono state confermate le prospettive per tutto il 2022, grazie al previsto  miglioramento della catena degli approvvigionamenti, pur tenendo presente gli effetti che perdurano della guerra in Ucraina e il timore delle misure energetiche che potrebbero essere messe in atto dall’Unione europea, nei prossimi mesi. Le previsioni delle vendite rimangono ottimistiche, pur avendo subito una contrazione del 22,2%, a 3,98 milioni, l’obiettivo di crescita si colloca tra l’8 e il 13%, con un margine operativo che dovrebbe attestarsi tra il 7 e l’8.5%. La strategia oggi è concentrata sulle marche premium, Audi e Porsche, contenendo i costi sui i brand di volume Volkswagen, Skoda e Seat. Anche se l’Europa è stata la più colpita nella prima metà dell’anno  per la mancanza di chip, il colosso tedesco è riuscito, comunque, a consegnare, a livello mondiale, ben 217mila veicoli elettrici a batteria (Bev), un aumento del 27% (solo in Europa occidentale più 40% di ordini) e conta di far salire la produzione della ID.4, a Chattanooga, in Usa, sino a 7.000 unità al mese e, ad Hannover, sono partite le linee di assemblaggio dell’ID.Buzz Pro e ID.Buz Cargo, a pieno regime  si dovrebbero contare 130mila unità all’anno. Il gruppo continua a dare priorità agli investimenti in tecnologie future, sempre Antlitz ha precisato che “vi sono avanzamenti nello sviluppo di piattaforme per le batterie, i servizi di mobilità e i software”.

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