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Apr 26 SUPERLEGA: LE POLEMICHE CONTINUANO IN ITALIA E IN EUROPA

di Francesco Bonfanti

Superlega fallita e progetto archiviato? Niente affatto, o almeno non come si pensava. La figuraccia planetaria dei 12 club che prima hanno costituito la Superlega e poi si sono chiamati fuori, sembrava iniziata e finita nello spazio di 48 ore, ma evidentemente il tema farà discutere ancora per parecchio tempo.

L’onda lunga, infatti, si sta facendo ancora sentire, tanto in Italia quanto in Europa.

Tanto per cominciare c’è la durissima presa di posizione del presidente della Uefa Ceferin, il grande vincitore, che non contento di aver stoppato sul nascere il golpe calcistico, adesso vuole stravincere. Secondo lui quattro club (Real Madrid, Barcellona, Juventus e Milan) non hanno ancora dichiarato ufficialmente di essere usciti dal progetto, e se non lo faranno apertamente corrono il rischio di essere esclusi dalla prossima Champions League (o dalle altre competizioni europee). Esagerato? Certamente, visto che le possibilità di bloccare la loro partecipazione sono ridottissime, ma lui la voce grossa continua a farla comunque.

Anche perché dall’altra parte c’è il presidente del Real Florentino Perez che continua per la sua strada, affermando che il progetto Superlega non solo non è tramontato, ma anche che nessuno dei club può uscirne senza aver pagato una salatissima penale, facendo anche affidamento su un documento condiviso da tutte e 12 le squadre, in cui l’uscita di un club era subordinata all’assenso unanime da parte di tutti gli altri.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, undici società hanno inviato una lettera al presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino perché convochi d’urgenza un’assemblea chiamata ad analizzare il comportamento di Juventus, Inter e Milan, le tre italiane coinvolte nella Superlega, e dei loro dirigenti (Agnelli, Marotta e Scaroni), con le relative conseguenze. L’accusa sarebbe quella di aver agito di nascosto provocando un grave danno al calcio italiano, cui si aggiungerebbe il fatto che nessuna delle tre squadre ha ancora formalmente abbandonato la Superlega.

L’accusa è quella di aver ostacolato la trattativa per l’ingresso dei fondi nel calcio di casa nostra (cosa che avrebbe portato 1,7 miliardi di euro nelle casse della Serie A!), con la clamorosa retromarcia di Juventus e Inter, inizialmente favorevoli e poi improvvisamente contrarie. Secondo l’accusa, di fatto, mentre facevano affondare la trattativa sui fondi parallelamente trattavano a livello europeo per la creazione della Superlega.

Che resta un involucro vuoto, senza più ragione di esistere, visto che, con o senza dichiarazioni ufficiali, si è capito che non se ne farà più niente. Eppure un po’ di brace sotto la cenere c’è ancora, perché il vero, grande scopo dei 12 club non era tanto quello di giocare tra di loro, quanto di mettere all’angolo il vero nemico: la Uefa, accusata di ingordigia nel voler tenere per sé una fetta troppo grande della torta, lasciando ai grandi club le briciole. Che sono comunque decine di milioni di euro (il Bayern campione d’Europa 2019-20 ha incassato 125 milioni), comunque troppo poco, a loro dire, per chi ha i conti clamorosamente in rosso e vorrebbe di più.

L’obiettivo finale è quello di evidenziare la posizione di monopolio della Uefa, con la conseguenza di costringerla ad ammorbidire la propria posizione accettando di aprire i cordoni della borsa nei confronti dei top club.

Sul campo non esisterà nessuna Superlega, nelle aule di tribunale il rischio è che se ne parli ancora per molto tempo. Sempre che le parti non si siedano a un tavolo e trovino la solita mediazione che mette d’accordo un po’ tutti. 

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