BELEN: SONO UNA LAVORATRICE PRECARIA. INTERVISTA AI FRATELLI RODRIGUEZ TRA DESIDERI DI MATERNITA’ E AMORE PER L’ITALIA E UN PENSIERO SU QUANTO DETTO DA ELISABETTA FRANCHI.

Quando incontri Belen Rodriguez per un’intervista non sai bene se hai appuntamento con Virgina Raffaele che la imita in tv o Amelia Villano, la sua sosia su tik tok . Entrambe riescono a catturare quel modo tutto suo di esprimersi che la distingue da chiunque altra.  L’occasione è la presentazione della linea ideata insieme ai suoi fratelli, HINNOMINATE, un brand creato con la direzione creativa di Fabio Castelli, prodotto e distribuito da Dream Project, che oggi si espande anche nel mercato kids con il Gruppo Marbel.

La showgirl arriva vestita di giallo acceso, insieme a Cecilia e Jeremias che sfoggiano un total look nel pantone della stagione Very Peri. Li vicino il giovane Santiago, il figlio nato dal matrimonio con Stefano De Martino, si muove a suo agio tra gli zii e sotto l’occhio vigile della madre che non lo perde di vista.   

A vederli tutti insieme, complici e giocosi, capisci perché Belen si sia circondata del loro amore per realizzare un progetto in cui forse ha meno dimestichezza che con la tv. Solo con loro si lascia infatti scappare una risata spontanea e sincera, mentre è evidente che spesso cerca di tenere il controllo delle sue emozioni sotto una maschera che può sembrare altezzosa ma che, come confessa, nasconde spesso delle insicurezze.

Lavorare in famiglia non è tutto rose e fiori… voi come fate?

Jeremias -“Le litigate non avvengono  tra noi, ci troviamo a discutere più facilmente con altre persone che magari devono lavorare insieme a noi. Indubbiamente Belen è il nostro lupo Alfa, il nostro capobranco!

Belen – Lupo? Addirittura? (ride) E’ vero tra noi non litighiamo mai è sempre stato così, malgrado la differenza di età. 

Cecilia – Qualche discussione capita ma non sul lavoro. Ognuno ha il suo ruolo e quindi non interferiamo l’uno con l’altro. 

Con il vostro brand avete pensato anche a inclusione, genderless, body shaming?

Belen – Dal momento in cui crei un prodotto oversize sai che si tratta di capi che può indossare chiunque. Abbiamo proprio pensato all’inclusività con questo marchio e penso che ci siamo riusciti bene. 

La nuova collezione HINNOMINATE è composta da circa 400 pezzi, la maggior parte felperia e da capi loungwear come i completi tailoring e i trench. Ma il capo che ha lanciato proprio il progetto è stata la tuta.

Certo Belen la tuta indossata da te è tutta un’altra cosa…

Cecilia – Pensa che una volta a scuola hanno chiamato i nostri genitori perché la maestra si lamentava che la gonna della divista su Belen era troppo corta. 

Belen – La verità è che ero più alta delle altre ragazze e quindi era per forza più corta. A volte anche questo è body shaming, far sentire diverso qualcuno, discriminarlo per una sua caratteristica fisica. Essere belli non vuol dire non avere insicurezze.

Per la linea bambino avete pensato a qualcosa di diverso?

Belen – Abbiamo pensato di creare una collezione che potesse permettere a genitori e figli di vestirsi nello stesso modo. Una cosa che in America si vede già da molto tempo ma che qui in Italia non si riusciva a trovare. 

Pregi e difetti di essere imprenditori

Jeremias – Questo progetto è nato con la pandemia, un periodo complesso ma,  malgrado le difficoltà, per noi è stato molto creativo. Fortunatamente non abbiamo problemi economici e questo grazie a mia sorella che ha fatto il primo passo qui in Italia e ci ha coinvolti. La cosa che ci ha dato maggior soddisfazione è stata quella di creare un prodotto tutto Made in Italy. Per noi era fondamentale è stato quasi un modo per ringraziare questo paese che ci ha accolti e che ci ha dato tante opportunità.

Il progetto HINNOMINATE è anche internazionale o solo italiano?

Belen – E’ un progetto che è già all’estero e da settembre apriremo un negozio a Milano, in settimana vediamo le prime bozze dell’allestimento.  Trovo molto stimolante la parte creativa legata al design. Mi piace l’essenziale, il pantone unico, il color block e vorrei riuscire a portare l’immagine della collezione anche nello store.

Per la prossima primavera estate avete ampliato la linea con le scarpe

Belen – Si quest’anno lanceremo le sneakers e poi facciamo anche le “ciabattone” da mare, ma di quelle si è occupata Cecilia, io mi sono occupata di quelle con il tacco,  che usciranno il prossimo autunno, una scarpa molto originale che non c’è sul mercato.

I capi strizzano l’occhio ai look più amati dalle celebrities americane, c’è un personaggio a cui ti ispiri ?

Belen – Certamente, l’icona sono io ! (ride). Se mi devo ispirare a qualcuno è mia sorella, quando non so come vestirmi guardo il suo instagram e le copio i look, io sono molto più classica lei invece è brava a fare combinazioni. 

Cecilia – Il mio sogno è entrare nella cabina armadio di Belen, piena di scarpe, con degli abiti bellissimi e quindi adoro  crearle i look, mi piace tanto. 

Il lavoro riempie le vostre giornate?

Belen – A volte penso di lavorare davvero troppo, ma il mio lavoro mi piace e lo faccio con passione quindi non ci sono sacrifici. Quando sono in tv, ad esempio, sono talmente felice che non mi sembra di lavorare, mi diverto e mi sento gratificata. 

Cecilia – Io penso che se riesci a fare quello che ti piace non è un lavoro! Quindi si lavoriamo ma non ci pesa perché siamo entusiasti di quello che facciamo. 

Un sogno da realizzare?

Cecilia – Io vorrei essere mamma, un desiderio che ho ancora prima di quello di sposarmi. Il matrimonio  è diventato un po’ una moda… si sposano tutti! Certo mi piacerebbe diventare marito e moglie, ma per il significato che ha, poter dire a Ignazio Moser “sei mio marito”. 

Belen – Io vorrei la serenità. Mi sento felice a tratti come tutti, un giorno di più un giorno meno. Sono comunque molto riconoscente di quello che ho. Il programma le Iene che si è appena concluso ad esempio è stata la realizzazione di un sogno, un successo personale per me e per tutto il team. Sono felice che Davide Parenti mi abbia voluto anche il prossimo anno, riprenderemo a settembre, adesso ripartiamo con Tù sì que vales. La televisione oggi è veramente complicata.

Avete mai pensato a una serie tv su di te? Visto che vanno molto di moda.

Belen – Siamo in contatto anche su questo, ma fino ad oggi ho sempre detto di no.  Espongo molto meno la mia vita privata sui social, non ho più la necessità di far vedere così tanto di me.

Cecilia – Sono d’accordo con Belen. Anche perché non esiste tutela quando ti esponi e la privacy viene violata senza protezione. Non ci lamentiamo perché siamo famosi o visibili, ma occorre essere cauti oggi. Secondo me certe cose intime non vanno mostrate a tutti, bisogna custodirle. 

Cosa pensi di quanto dichiarato da Elisabetta Franchi e le donne nel mondo del lavoro? 

Belen – Non ho mai rilasciato dichiarazioni su questo argomento. La verità è che io ad esempio non sono mai stata assunta! Ebbene si sono una precaria nel mondo del lavoro. Non ho tutela, non ho liquidazione. Penso che Elisabetta non abbia detto una cosa completamente sbagliata ma l’ha espressa certamente in modo errato. Oggi lavorano per me nove persone, tutte assunte di cui mi prendo la responsabilità ogni giorno. Purtroppo ci sono molte donne che si avvalgono del diritto di tutela per approfittare del datore di lavoro.

Jeremias le guarda, sorride con dolcezza e commenta “ Ci penso io a proteggerle” e da fratello è la frase più naturale che ci sia.

VALENTINA FERRAGNI: I SOCIAL SONO IL CONTENITORE DEL BELLO. CON LA MIA LINEA DI GIOIELLI SONO IO CHE HO “INFLUENZATO” MIA SORELLA CHIARA.

Quando devi intervistare un’influencer hai sempre un po’ la difficoltà di dover accantonare per un attimo l’immagine e guardare solo all’anima di chi ti trovi davanti. Valentina Ferragni, la sorella minore della più nota imprenditrice digitale Chiara, arriva nell’headquarter di famiglia, Palazzo Parigi, il bellissimo hotel di Milano che spesso ospita le sorelle nei momenti conviviali con gli amici o per lavoro.

Non ha ancora 30 anni Valentina, minuta e aggraziata, si presenta vestita in un completino bianco che la rende ancora più luminosa, un’apparizione quasi angelica con i suoi capelli biondi e gli occhi celesti che sono ben radicati nel dna di queste sorelle che sono le protagoniste indiscusse dei social italiani. Con orgoglio mi presenta Alessandra Osio, Brand Manager di Valentina Ferragni Studio, con cui condivide il progetto che l’ha trasformata da talent a imprenditrice. “Alessandra è la mia partner , abbiamo la stessa età e ci siamo trovate a lavorare insieme scoprendo di essere molto simili. Ci tengo davvero che si sappia quanto fa per il nostro progetto e di come lavoriamo bene in team”.

Valentina Ferragni Studio è la società che ha lanciato la linea di gioielli di cui la digital influencer è designer e owner. In vendita on line sul sito www.valentinaferragnistudio.com e distribuito in 400 gioiellerie è un progetto che in soli due anni è cresciuto oltre le aspettative.

Prima di tutto ti chiedo se c’è una domanda che non ti devo fare…

Puoi chiedermi tutto! Non ho segreti e soprattuto sono così entusiasta del mio progetto che voglio che le persone mi conoscano senza filtri, comprendendo anche le difficoltà di chi si appresta a mettersi in gioco e assumendosi le responsabilità del caso.

Siete un team tutto al femminile ?

Si siamo tutte donne under 30. Non è stata una scelta, amiamo il supporto che c’è tra donne. Le ragazze che si sono proposte per lavorare con noi sono giovanissime, a volte entrano con uno stage post universitario e poi sono assunte. Probabilmente il mondo del gioiello attrae maggiormente un pubblico femminile e quindi anche lavorativamente viene fatta una selezione naturale.

Perchè un gioiello e non una borsa?

Io da sempre ho una grande passione per il design, come consumatrice, con il mio lavoro mi sono trovata a lavorare per un’azienda che fa gioielli e con loro avevo ideato due capsule collection create da me. Un progetto in cui non avevo messo solo la firma, ma ho avuto carta bianca e mi hanno introdotta in un mondo che non conoscevo e che mi ha appassionato. E’ stata una vera e propria formazione tra metalli e pietre preziose . Da li è nata con Alessandra l’idea di creare qualcosa di nostro, qualcosa che fosse diverso, riconoscibile e che speravamo fosse in sinergia con la mia personalità.

La prima collezione è stata un orecchino, come mai hai scelto proprio questo?

L’orecchino è il bijoux che più mi rappresenta, io ne indosso tantissimi. Inoltre è un prodotto unisex e quindi non aveva una collocazione di genere. Siamo partiti disegnando su un post it giallo la nostra idea e poi abbiamo cercato un produttore che ci certificasse che si trattava di una produzione completamente made in Italy. Per me e Alessandra è stato da subito il punto fondamentale perchè a volte nel nostro paese viene dato per scontato ma all’estero l’artigianalità di un prodotto fatto a mano in Italia è un valore aggiunto. Così è nato UALI, un orecchino colorato in argento placcato oro 24 carati che si combina e si adatta a qualsiasi look. Da li abbiamo creato anche l’anello MIA e i bracciali. Ci rechiamo spesso ad Arezzo dove si trova il laboratorio di produzione per seguire i processi di lavorazione e scegliere i materiali che daranno vita alla collezione.

Non ti ha dato fastidio che tua sorella Chiara abbia creato una linea di gioielli che in qualche modo potrebbe essere in concorrenza con la tua?

No assolutamente! Anzi posso dire che in questo caso sono io che l’ho influenzata? (ride) Vedendo il successo del mio brand e di come ero soddisfatta dopo il primo anno, mi ha chiesto consigli su come avessi trovato il produttore e sul packaging. Per me è stata una piccola soddisfazione perchè ovviamente mia sorella è stata la mia guida e la fortuna è che siamo sempre state molto unite. I miei genitori ci hanno insegnato a supportarci e a non essere in competizione tra noi. I momenti di difficoltà ci sono stati, ma continuiamo a spalleggiarci una con l’altra e di questo mi rendo conto sono molto fortunata.

Il cognome Ferragni è conosciuto per Chiara più che per tuo padre… come l’ha presa lui?

Oramai ci ride sopra! Mi dice che una volta se metteva il suo cognome su google veniva fuori il suo studio dentistico, ma ora si deve cercare dopo pagine e pagine ! E’ molto orgoglioso di noi, così come nostra madre. Sono fiera di essere la sorella di Chiara Ferragni, io sono la più piccola e mi ricordo quando lei ha iniziato a fare questo lavoro che le facevo le foto, mi sento in qualche modo partecipe del suo successo. Siamo molto legate, non ci siamo mai scontrate.

Sei giovanissima eppure hai fatto già tante cose. Da quanto tempo lavori?

Lavoro da 7 anni, sono stati molto intensi, un percorso che mi ha dato la possibilità di fare e vedere cose bellissime. Una fortuna certo, ma in molti non vedono l’impegno e la fatica che ci si mette nel creare qualcosa di tuo e che si basa sulla tua immagine. Il digitale è come il cinema, non si vedono i mesi in cui si girano le scene, ma solo il film finito. Ecco lavorare in questo mondo è un po’ così, facciamo vedere solo il bello perchè è quello che la gente vuole. Instagram è un contenitore del bello.

Che rapporto hai con i tuoi followers?

Ho un buon rapporto, mi chiedono spesso consigli. Con i detrattori ho imparato a conviverci, anche se ancora oggi alcuni commenti fanno male. La cosa che mi sorprende, riferendomi a quanto detto prima, è come restino sorpresi dalla mia vita “normale” quando pubblico storie del mio quotidiano. Molti sono quasi delusi se mi vedono al supermercato o nella mia casa che è normalissima. Si sono fatti l’idea che tu sia miliardario con questo lavoro e che devi vivere sopra le righe. Lavorare in maniera indipendente è molto difficile, devi ogni giorno metterti in gioco e sapere che non c’è uno stipendio fisso. Io sono orgogliosa di dare lavoro a quattro persone ma ovviamente sento anche il peso della responsabilità di dare continuità a quello che faccio.

Il tuo rapporto con la sostenibilità?

Pensare al pianeta è una responsabilità di tutti e ognuno di noi nel nostro piccolo può fare qualcosa. Con Valentina Ferragni Studio abbiamo ad esempio scelto un packaging sostenibile, senza plastica e con solo carta riciclata. Abbiamo inoltre lanciato gli Scooby-doo Kate, una limited edition che può essere usata come bracciale o cavigliera realizzato con filati intrecciati ottenuti al 100% dal riciclo di bottiglie di plastica. Personalmente invece cerco di farmi portavoce di progetti sostenibili offrendo la mia visibilità sui social e dare il mio contributo a diffondere messaggi che portino in questa direzione. Gli abiti che non uso più li rimetto in circolo vendendoli su Vestiaire Collective o Vinted oppure regalandoli ad amiche. Amo comprare anche nei mercatini vintage, spesso all’estero dove c’è molta scelta. Molte delle cose che ci vengono date per lavoro sono poi restituite quindi non si spreca nulla.

Come vedi il tuo futuro?

Oggi lo vedo roseo, non so se due anni fa avrei pensato la stessa cosa. Il lavoro mi ha aiutata a darmi sicurezza e ho imparato a non soffrire più per i giudizi delle persone. Sono circondata da una bella famiglia, ho dei nipoti bellissimi, uno in arrivo a breve da mia sorella Francesca. Certo l’aspettativa è alta per quando avrò dei figli miei! (ride). Vorrei far vedere alle persone che sono come tutti gli altri, che ho le mie ansie ma anche le mie soddisfazioni e per me condividerle attraverso i social è una cosa naturale. Non mi nascondo e non mi interessa essere famosa, mi interessa che il mio lavoro duri nel tempo.

Un sogno da realizzare: a chi vorresti vedere indossati i tuoi orecchini?

Premesso che ogni volta che vedo delle amiche o qualcuno che indossa le mie creazioni urlo di gioia e di soddisfazione, sarei felice se un giorno vedessi Hailey Bieber che indossa i miei orecchini UALI, per me lei è davvero bellissima.

MARIA ELENA VIOLA: “IL DIGITALE HA CREATO SMARRIMENTO NEL MONDO EDITORIALE. OCCORRE FARE REVERSE MENTORING E ALLEANZA TRA UOMINI E DONNE. CHIARA FERRAGNI? HA DIMOSTRATO ALLE DONNE CHE AMBIZIONE SIGNIFICA ANDARE LONTANO. 

Cristiana Schieppati, direttrice del CHI E’CHI, dopo il successo del format dello scorso anno con oltre 50.000 visualizzazioni su youtube, rinnova gli incontri “one to one” con i grandi personaggi del mondo della comunicazione. Protagonista del terzo incontro è Maria Elena Viola , oggi direttrice di Donna Moderna, di cui ha appena curato il restyling, giornalista con una grande esperienza nel mondo dei femminili avendo diretto anche Gioia! e Elle. Con lei abbiamo parlato della crisi dell’editoria, delle nuove sfide “al femminile”, dei social e di come si è trasformata la professione del giornalista.

“E’ un momento di grande trasformazione, c’è molta confusione generata dal mondo del digitale che ha creato in giornalisti ed editori smarrimento, facendoli muovere in maniera un po’ scomposta a mio avviso. Il legame con il lettore è rimasto, ma tutto cambia molto rapidamente. Quello che non è stato fatto nei giornali è il reverse mentoring, scambio di competenze a livello generazionale”

“Cosa spinge le persone oggi a comprare un giornale? Io penso che occorre andare controtendenza e dare il massimo con il mezzo che abbiamo a disposizione. Nel nostro caso parliamo della carta e il mezzo è l’approfondimento e anche la memoria dell’archivio del giornale. E’ fondamentale in un femminile raccontare la società , intercettare il cambiamento nel mondo delle donne, per questo ritengo che il ruolo delle inchieste sia indispensabile. “ Maria Elena ha poi approfondito il tema del femminismo e dei temi di genere, sottolineando come il ruolo di uomini e donne debba essere sullo stesso livello “Se la nostra voce viene spenta o abbassata ci perdono tutti, gli uomini devono essere nostri complici, la vera sfida è creare un’alleanza con loro”.

La direttrice ha parlato anche del ruolo degli influencer e di Chiara Ferragni , mettendo in evidenza come l’imprenditrice digitale agli esordi avesse molta ambizione “Chiara aveva fame di fare cose, era ambiziosa, una parola che io trovo bellissima. Ambire significa avere attenzione verso qualcosa, una cosa che alle donne ancora oggi fa paura. Lei ha dimostrato che voleva andare lontano e ci è riuscita”.

Cornice dell’incontro il ristorante Giannino dal 1899, uno dei più interessanti ristoranti di Milano in via Vittor Pisani 6. Un locale storico che ha animato le serate del jet set internazionale e che conserva le sue tradizioni interpretandole in chiave contemporanea. Maurizio Lai, corporate chef di Milano e Londra, ha preparato un menù raffinato che valorizza gli ingredienti mediterranei e quelli della tradizione italiana. Lo chef propone in chiave attuale una cucina che è la congiunzione di esperienze asiatiche ma anche della sua terra d’origine, la Sardegna, il tutto interpretato a Milano.

Il video con l’intervista è divulgato sui canali del CHI E’ CHI : www.chiechi.it, @chiechi_crisalidepress, @cristianaschieppatireal , Youtube, Facebook #chiechi

CHI E’ CHI ? INTERVISTA A CRISTIANA CAVALLI ” MIO PADRE ROBERTO NON MI HA MAI LASCIATA SOLA”

Cristiana Schieppati, direttore del CHI E’ CHI, dopo il successo del format dello scorso anno con oltre 50.000 visualizzazioni su youtube, rinnova il suo spazio per raccontarsi “one to one” il tempo di un lunch.

Protagonista del secondo incontro è Cristiana Cavalli, figlia d’arte primogenita dello stilista Roberto Cavalli che ha debuttato con KRIMROSE, una linea di gioielli che ha al centro del progetto la positività e la forza femminile che diventano simbolo di rinascita personale 

Cornice dell’incontro il ristorante Giannino dal 1899, uno dei più interessanti ristoranti di Milano in via Vittor Pisani 6. Un locale storico che ha animato le serate del jet set internazionale e che conserva le sue tradizioni  interpretandole in chiave contemporanea. 

Maurizio Lai, corporate chef di Milano e Londra, ha preparato un menù raffinato che valorizza gli ingredienti mediterranei e quelli della tradizione italiana.  Lo chef propone in chiave attuale una cucina che è la congiunzione di esperienze asiatiche ma anche della sua terra d’origine, la Sardegna, il tutto interpretato a Milano. 

Cristiana ha raccontato gli aspetti della sua vita privata, le difficoltà, il rapporto con il padre e la nuova sfida di creare un progetto tutto suo. 

“I gioielli sono attuali, la moda in questo momento è un po’ in sofferenza, si pensa più al messaggio che alla collezione. Mi è piaciuta l’idea di creare un prodotto totalmente made in Italy, realizzato interamente a mano da un’azienda vicentina, che si adatti allo stile delle donne e le renda uniche “

Parlando del rapporto con Roberto Cavalli “Mio padre mi è sempre stato molto vicino, una presenza costante e affettuosa soprattutto nei momenti difficili. Per superare un grande dolore ci vuole l’amore della famiglia. “

Il video con l’intervista è divulgato sui canali del CHI E’ CHI : www.chiechi.it, @chiechi_crisalidepress, @cristianaschieppatireal , Youtube, Facebook  #chiechi

CHI E’ CHI ? TE LO DICO IO. INTERVISTA A SONIA PERONACI “LA MODA? SONO LA REGINA D’ACQUISTO DI CAMICETTE “

Cristiana Schieppati, direttore del CHI E’ CHI, dopo il successo del format dello scorso anno con oltre 50.000 visualizzazioni su youtube,  rinnova il suo spazio per raccontarsi “one to one” il tempo di un lunch.

Protagonista di questo primo incontro è Sonia Peronaci, imprenditrice e storica fondatrice del sito GialloZafferano.it – ora volto e promotrice del sito che porta il suo nome soniaperonaci.it e della sua redazione Sonia Factory – una delle donne più influenti d’Italia secondo la rivista Forbes , che ha ricevuto l’Ambrogino d’oro nel 2019.

Nello spazio polifunzionale di via Bramante 37, sede della Sonia Factory e del nuovissimo Loft, l’imprenditrice digitale  ha raccontato come è nato il suo amore per la cucina e per il web, sua grande passione. Pioniera della cucina online è diventata un volto familiare grazie alle collaudate ricette che condivide attraverso il sito soniaperonaci.it e la televisione.

Nella mia famiglia mia nonna ci ha trasmesso l’amore per la cucina e per le tradizioni. Sono felice di poter essere oggi un esempio per le donne che vedono in me un’amica, una persona che le rasserena. Poter insegnare a cucinare per me è un privilegio”.

Mentre è ai fornelli e prepara una ricetta del cuore, gli spatzle con panna e speck, Sonia ripercorre la sua carriera, le sue aspirazioni e il coraggio delle sue scelte “Mi guida la passione, ma anche la consapevolezza di poter essere un esempio per le altre donne. Mi hanno dedicato una Barbie proprio per essere d’ispirazione alle nuove generazioni. Mi piace avere un luogo di lavoro sereno, di persone che lavorano insieme in armonia… e poi diciamolo che spesso anche gli uomini sono discriminati!”

Tra i progetti futuri il sogno mai realizzato di un ristorante a Milano, città con la quale ha un legame intenso e il desiderio di una serenità condivisa “Vorrei vivere, dopo questi anni difficili e la situazione internazionale complessa, con un po’ più di serenità… infondo ci mancano solo gli alieni !” … se fosse insegnerà a cucinare anche a loro?

Il video con l’intervista è divulgato sui canali del CHI E’ CHI : www.chiechi.it, @chiechi_crisalidepress, @cristianaschieppatireal , Youtube, Facebook  #chiechi

HOW TO SPEND IT: A PASSION FOR FASHION IN EDICOLA

Dopo le sfilate milanesi e quelle parigine è in arrivo il nuovo numero di How to Spend It completamente dedicato alla moda con A Passion for Fashion in edicola da venerdì 25 marzo con Il Sole 24 Ore

Un’immersione totale, fisica e digitale nel mondo del fashion con uno sguardo alla sostenibilità, artigianalità per vivere e assaporare il meglio. Non solo nel magazine, ma anche in tutta la sua piattaforma multimediale che aggiunge altre esperienze con podcast, video, eventi sul territorio, libri.

Un numero che si concentra sui protagonisti che stanno cambiando la geografia dello stile, nel fashion e nell’arte. Ecco allora le interviste esclusive che tracciano la mappa nel nuovo, una rosa ricca e variegata di protagonisti: Larry Gagosian, a tu per tu con il gallerista più noto e potente, che ha cambiato il modo di vendere e collezionare arte contemporanea, per discutere di bellezza, affari e di come si costruisce un impero. Pietro Beccari, ceo di Dior, in una intervista esclusiva al direttore di How to Spend it in cui racconta come ha ridefinito il concetto di retail e la cifra del suo management, think huge. Felipe Pantone, l’artista digitale del momento. Gherardo Felloni, il direttore creativo di Roger Vivier e i suoi consigli di stile, di indirizzi segreti, di shopping. Rosalind Mckever, la curatrice della mostra Undressed, Overdressed e Redressed al Victoria&Albert Museum di Londra che riscrive le coordinate del menswear combinando look storici e contemporanei. Nicolas Di Felice, direttore creativo di Courreges. Casey Cadwallader, direttore creativo di Mugler. Guillaume Henry, direttore creativo di Patou. Daisy Knatchbull, la donna che sta reinventando il mito di Savile Row, declinandolo al femminile. Ed infine Valeria Napoleone, la collezionista che ha valorizza le donne nell’arte contemporanea. 

Non solo. Il giornale vive anche oltre il giornale, dall’edicola allo smartphone e agli Nft con nuovi servizi, contenuti esclusivi, one of the kind, creati ad hoc dove si ascolta, si gioca, ci si diverte e si ha accesso ad iniziative esclusive. Con Fashion for Fashion si completa l’informazione del sistema Moda Sole 24 Ore.

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