Moda

Set 29 VALENTINO: LA RIFORMULA DEL LEVI’S® 1969 517

di Cristiana Schieppati

Una leggenda narra che Levi Strauss in vita sua non indossò mai i jeans in pubblico perché erano il simbolo sociale della working class. Era arrivato a metà dell’800 a New York dalla Germania per raggiungere i suoi fratelli. Con lui un tessuto speciale, prodotto in Francia e in Italia, che rivoluzionò lo stile e la moda. Prima creò la salopette, comoda perché non richiedeva bretelle o cinture, poi produsse il modello cinque tasche per gli operai della ferrovia trans americana e a seguire i mitici Levi’s 501, un numero in sequenza che veniva assegnato a tutti i capi prodotti dalla Levi Strauss e Co. Fino al 1934 esistevano solo Jeans per uomo e fu proprio quell’anno che ci fu la svolta epocale, proporre un pantalone anche per le donne.

Pierpaolo Piccioli per la sfilata Valentino Collezione Milano porta in passerella questo capo iconico, un’ operazione concettuale che unisce al valore simbolico di un capo che nel tempo è rimasto contemporaneo a una scelta di uguaglianza che oggi è ricca di significato.

Piccioli riformula i classici jeans Levi’s® 1969 – 517 boot cut, in una versione esclusiva, che trasmette tutto il romanticismo della collezione, creata sia per uomo che per donna e che racchiude elementi estetici sia di Valentino sia di Levi’s®.
Un cartellino speciale è stato disegnato per celebrare la collaborazione e l’inizio di una nuova esplorazione della moda. L’originale Levi’s® 517 del 1969, come visto sulla passerella , sarà disponibile nelle boutique Valentino in tutto il mondo a partire dalla primavera del 2021.

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