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Ott 05 VW: SU L’ECONOMIA DEL CORRIERE

di Bianca Carretto

Il 26 giugno, un venerdì, usciva dalla catena di montaggio dello stabilimento della Volkswagen,di Zwickau, in Germania, una Golf Variant bianca, dotata di motore diesel, l’ultima nata di una serie di oltre sei milioni di veicoli. Quel giorno è iniziata la vera rivoluzione industriale del marchio tedesco, la fine di una storia che, ne apriva un’altra non meno entusiasmante. L’impianto in cui sono stati investiti 1,2 miliardi di euro, da due anni, aveva già subito un processo di trasformazione volto all’elettrico, senza operare alcun licenziamento tra gli 8mila dipendenti, ora è il sito unico, nel mondo, completamente dedicato alle auto elettriche. Qui viene prodotta la ID.3 ( acronimo di Intelligent Design), una berlina compatta, il fiore all’occhiello, che, a regime, sarà assemblata in sole tre ore e mezza, risultato di un matrimonio perfetto tra la piattaforma elettrica Meb – nata esclusivamente per l’elettrico, non modificata da una precedente, estremamente flessibile,servirà da base per la maggior parte dei modelli elettrici, con differenti tipologie di carrozzeria, che i dodici marchi del gruppo lanceranno nei prossimi anni – e il motore elettrico. La ID.3 rivendica anche il suo ruolo di pioniere della vettura a zero carbonio, tanto da essere venduta con un certificato che ne attesta il bilancio neutro in tutta la fase di produzione. In una linea parallela è costruita, con gli identici contenuti, tecnologici anche la seconda auto di questa generazione elettrica, la ID.4 , matrice di quelle che verranno costruite in Cina, negli impianti di Anting e Foshan e, dalla fine del 2021, anche nello stabilimento di Chattanooga, nello stato del Tennessee, per i mercati del Nord America, sarà il primo veicolo basato sulla piattaforma Meb ad arrivare negli Stati Uniti. E’ dunque un modello globale, identifica la famiglia ID, conferma la strategia attuata dal brand non solo dal punto di vista industriale ma anche di posizionamento, di marketing e di comunicazione. Proprio al marchio Volkswagen, considerato premium ma, nello stesso tempo, molto popolare (6,3 milioni di unità vendute nel mondo nel 2019), è stata affidata la responsabilità di traghettarsi in America del Nord e del Sud, di riportarsi in ogni parte dell’Africa, con la missione di essere referente della mobilità pulita. Il successo della ID.3 sarà fondamentale per Volkswagen, attiverà una profonda mutazione culturale, simile a quella iniziata con il Maggiolino e in seguito, con la Golf, in cui l’uomo è al centro del progetto, testimonia quanto potere ha un’automobile. Thomas Ulbrich, membro del consiglio di amministrazione e responsabile della E-Mobility del brand Volkswagen, ha sottolineato che” la nostra parola d’ordine è fornire una vettura elettrica per tutti, a prezzi competitivi. Il lancio della Volkswagen ID.3 segna l’inizio di questo traguardo che vuole rendere popolare questa nuova mobilità”. La casa di Wolfsburg ha raccolto oltre 30mila ordini prima della commercializzazione, inizia proprio le prevendite per capire quali siano i fattori vincenti e quali siano le reali esigenze per acquistare un’auto elettrica, informazioni determinanti per approfondire un segmento inesistente sino a pochi anni fa, in cui l’uomo è al centro del progetto. Come il primo Maggiolino, anche la ID.3 non ha la griglia sul frontale, il motore elettrico è collocato nella parte posteriore, come la trazione. Con un’autonomia che arriva a 550 km, le sue batterie, a carica rapida, sono garantire per otto anni o 160mila km. Il marchio, che ha cambiato anche il logo, completamente rivisitato, più semplice, più vicino alla gente, più emozionale e più autentico, per dimostrare come si è modificato il rapporto con il cliente. Alla fine di agosto, non appena è stato completato lo sviluppo del software di bordo, Volkswagen ha iniziato a consegnare 700 ID.3 in Norvegia, sbarcate da un cargo, tanto attese da aver scatenato sui social un movimento chiamato “First Mover Club”. La settimana successiva, diverse bisarche hanno trasportato ai concessionari, anche in Italia le prime unità. A collaudare personalmente la vettura ci ha pensato il ceo del gruppo Volkswagen, Herbert Diess, che ha guidato, per centinaia di chilometri, lungo le strade del nostro Paese. Il solo brand Volkswagen ha prefissato un investimento di 9 miliardi, entro il 2023, rivolto all’ elettromobilità, con l’intenzione di vendere, all’anno, 1,5milioni di vetture della gamma Volkswagen ID , entro il 2025, di cui 500mila saranno ID.4 ( il suv è dotato di un motore da 204 cavalli con trazione posteriore, con batterie a carica rapida, nel 2021 arriverà anche una versione 4×4)) Sono già stati svelati altri concept, come il suv ID Crozz, la berlina ID Vizzion, il suv a sette posti Roomzz e l’ID. Buzz, la reincarnazione del leggendario Volkswagen Combi. Tutto il gruppo Volkswagen è anche impegnato a rispettare gli Accordi di Parigi e quindi a non produrre più propulsori a combustione entro il 2050, la mobilità elettrica non è solo un modo per voltare la pagina di una storia industriale, anticipa anche la svolta che gli sarebbe stata imposta dall’entrata in vigore, entro il 2030, della normativa europea sugli obbiettivi da raggiungere: la media di 60g/km di emissioni CO2. La chiara focalizzazione sull’elettromobilità dei veicoli ID è determinante per raggiungere i risultati prefissati, perché l’auto elettrica a batteria consente di stilare il migliori bilancio climatico di tutti i tipi di guida. Sempre Ulbrich ha precisato che “ il cambiamento climatico è la più grande sfida dei nostri tempi e Volkswagen se ne sta assumendo la responsabilità”.

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