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Giu 21 ARDEA, PARADIGMA DELLA PRONUNCIA CORRETTA

di Carlo Sidoli

Ardea (“Città dei Rutuli”) è un antico insediamento laziale le cui origini preromane sfumano nella mitologia omerica che la ritiene frequentata da Ulisse e da Enea. La sua importanza è testimoniata dal fatto che già alcuni secoli prima dell’era cristiana una Via, la “Ardeatina”, la collegava a Roma. Purtroppo, il recente fatto di sangue accaduto in Ardea, che ha visto perdere la vita due bambini, un anziano e il pazzo che li ha uccisi (alla fine, suicida), ha messo in luce le croniche carenze dei sistemi di prevenzione delle civiltà moderne così informatizzate ma poi, alla prova dei fatti, così carenti.

E come non ricordare che all’altra estremità della Via, quella verso la capitale, ci sono le “Fosse Ardeatine”, tristemente famose per i fatti del marzo 1944. Ma per tornare ai nostri giorni, credo che molti italiani (me compreso) si siano meravigliati nel sentire pronunciare correttamente dagli inviati di radio e televisione il nome della cittadina laziale che è Àrdea, con l’accento (non scritto) sulla iniziale. Beninteso non si tratta di un’eccezione, giacché tutti noi abbiamo consuetudine di dire Àscoli o anche Émpoli, Ìstria, Òtranto, Ùdine ecc.

Però occorre prestare attenzione perché In certi casi, addirittura, spostare l’accento (sempre sottinteso) dalla vocale iniziale alla seconda cambia completamente il significato della parola, ed il caso di àmbito (nome, che significa “spazio circoscritto”) e ambìto (aggettivo, che significa “desiderato”) come pure àncora e ancòra. Siccome si tratta di accenti che non vengono scritti, potremmo addirittura mettere nero su bianco che esistono degli “ambiti ambiti in cui c’è ancora un’ancora”, purché si pronunci “àmbiti ambìti (spazi desiderati) in cui c’è ancòra un’àncora”. Per una questione di pronuncia si può anche perdere una Milano-Sanremo.

Capitò a Bartali nel 1935 allorché, da sconosciuto ventunenne che correva da indipendente (senza squadra), era da tempo solo in testa e ormai in prossimità del traguardo quando venne affiancato dall’automobile della Gazzetta dello Sport. Emilio Colombo, direttore del “giornale rosa” lo tempestò di domande, in particolare sulle sue origini e se fosse più corretto dire Bàrtali o Bartàli. Fatto sta che il futuro campione rallentò, incline alle chiacchiere e lusingato da tale interessamento, fu raggiunto ad Arma di Taggia e perse la volata arrivando quarto (vinse Giuseppe Olmo davanti a Learco Guerra). Più tardi, Colombo ammise di aver fatto apposta per cercare di evitare che uno sconosciuto senza sponsor alle spalle guadagnasse la “Classica di Primavera”, sottraendo interesse all’avvenimento.

Permettete ora un aneddoto personale: mia madre ebbe la ventura di conoscere il campione toscano. Di solito, alla vigilia della Milano-Sanremo, s’incontravano lei, suo fratello sacerdote e Gino e questi una volta raccontò di non essere nemmeno lui sicuro della pronuncia corretta del suo cognome. Comunque se è vero, come è vero, che la Via Ardeatina conduce da Roma ad Àrdea non è altrettanto vero che l’automobile della Lancia, il cui nome fu tratto da quello della cittadina laziale, abbia conservato la pronuncia originale esatta. Oggi infatti tutti dicono Lancia Ardèa e anche poco tempo dopo la sua presentazione in anteprima nel 1939 al capo del governo di allora, Benito Mussolini, il tentativo di fare in modo che se ne pronunciasse correttamente il nome ebbe vita breve, fino a cedere alla dizione impropria, ma comune, riscontrabile anche come nome grazioso di donna.

Non è stato un modello particolarmente fortunato; uscì sul mercato che la Seconda Guerra era in corso da due mesi e di lì a poco sarebbe diventata Mondiale; in Italia iniziavano i razionamenti (benzina, in primis) e i divieti alla circolazione. Esteticamente ricalcava, in scala 9/10, il modello Aprilia, nato un paio d’anni prima e anch’esso ispirato al nome di una cittadina dell’Agro Romano bonificato, vanto del regime, fondata nel 1936 e, più precisamente, il 25 aprile (da cui Aprilia): magia dei numeri, se pensiamo a quanto avvenne nella stessa data, appena nove anni e svariate decine di milioni di morti dopo.

11 risposte a “ARDEA, PARADIGMA DELLA PRONUNCIA CORRETTA”

  1. Enrico Violi ha detto:

    Complimenti Carlo per il tuo pezzo che vola alto e plana sull’automobile con la Lancia Ardea, e che dimostra come si possa fare divulgazione, per non dire cultura, traendo spunto dai fatti di cronaca. Un testo che meriterebbe di essere additato a esempio ai tanti che oggi tristemente scribacchiano di automobili dai vari blog o dalle riviste superstiti. Ad majora!

  2. Emanuele Sanfront ha detto:

    Carlo,
    a casa è nata una discussione a proposito di Àrdea e Ardèa poiché anch’io mi sono meravigliato nel sentire pronunciare correttamente dagli inviati di radio e televisione il nome della cittadina laziale che è Àrdea. In effetti, essendo “automobilaro” fin dalla nascita, ho sempre pronunciato e sentito pronunciare Ardèa poichè il nome era riferito all’auto Lancia e non all’antico insediamento laziale. Ora, il tuo pezzo esaustivo, con dissertazione sugli accenti e denso di interessanti notizie, ha fatto chiarezza su quell’accento che cambia il significato della parola secondo se si posa sulla “À” iniziale o sulla penultima sillaba, la “è”. Grazie per l’interessante dissertazione.
    Caro Carlo, è stato un piacere “rileggerti”.
    Con affetto.
    Emanuele

  3. Gianni Cancellieri ha detto:

    Caro il mio Ingegnere, bentornato, con un intervento particolarmente dotto e arguto!

  4. Filippo Crispolti ha detto:

    Caro Carlo, anche a me ha fatto molto piacere rileggerti in un “pezzo” dotto ma non saccente come ti ho sempre conosciuto! Un abbraccio a distanza da un vecchio collega.
    Filippo Crispolti

  5. Ivo Alessiani ha detto:

    Caro Carlo, sono venuto spesso in macchina con te e, pur provando talvolta un po’ di apprensione, ne ero felice anche perché imparavo nuove speciali manovre. Bene, anche ricordando mio padre, ho sempre saputo che gli ingegneri sono gente colta; tu ne sei un esempio.
    Ti ho sempre letto volentieri e con grande gusto. Stavolta però scrivo questo commento per complimentarmi sì ma anche per notificarti che sono ancora vivo (e bivaccinato). Ti abbraccio, Ivo

  6. Giorgio Giovanni Dugnani ha detto:

    Caro Carlo, sono molto felice di poterti ancora rileggere su Chi, e ho particolarmente apprezzato la storia riguardante la “e” di Ardea, auto che in famiglia due era nota come Ardéa, così chiamata da mio padre, appassionato e competente utente di varie vetture Lancia, dalle varie Lambda fino all’Astura, con cui nel 1935 andò in viaggio di nozze fino in Marocco e su cui mi insegnò a guidare!
    Bentornato, grazie di tutto, a presto,
    Dug

  7. Renato Ronco ha detto:

    Ma guarda un po’: un pacchetto di vecchi amici, come siamo, ci ritroviamo intorno alla pronuncia di Ardea, sacralmente accentata sulla e come di dovere lancista! Grazie Carlo di averci riunito per un saluto collettivo. Ciao a tutti!

  8. Giuseppe Gioia ha detto:

    Grande Carlo ho letto con interesse il tuo intervento su Àrdea o Ardea. Stessi dubbi e stesso stupore al sentir pronunciare con l’accento sulla prima A. Non resta che attendere. Ai posteri l’ardea sentenza!!!!

  9. Enzo Buscemi ha detto:

    Carlo, attento e ironicamente dotto. Come sempre. Il problema degli accenti è inquietante ,soprattutto nella comunicazione audiovisiva . Per trarsi d’impaccio esiste una sorta di ‘ bibbia ‘ ,il DOP. Un tomo prezioso e costoso che, ricordo , era a nostra disposizione alla RAI. Pochi, ahimè, lo consultano.Specie nei TGR .Ma, tornando all’assunto, io ho sempre detto Ardèa della Lancia e A’rdea della città. Ormai mia radicatissima consuetudine . Come te, faccio parte di certa, ma sparuta minoranza se continuo ad amare il nostro lessico originale . Magari per smentire chi dice che i giornalisti automobilistici sanno soltanto di motori . Non tutti, direi. Un abbraccio forte,Enzo

  10. Carlo Sidoli ha detto:

    Cari amici, vi ringrazio tutti soprattutto perché sono certo che questi vostri commenti hanno il sottinteso desiderio di essermi vicino nel momento più difficile della mia vita. L’amico Sperangelo Bandera di Autocapital mi ha inviato foto del libretto di Uso e Manutenzione della Lancia Ardea dove il nome appare accentato sulla A. Tentativo storicamente fallito tant’è che la stessa Lancia rinunciò in seguito a insistere sulla grafia originale.

  11. Massimo Truscelli ha detto:

    Buonasera,
    sono un residente di Àrdea ed ho molto apprezzato la disquisizione sulla corretta dizione del nome della cittadina, peraltro ignorato da tanti suoi abitanti che si ostinano a chiamarla Ardèa mutuando e portando malamente ad esempio proprio il nome della famosa Lancia (sigh).
    Ne è complice forse la vernacolare dizione “Ardìa” (con l’accento spostato sulla seconda vocale), riferita probabilmente all’incendio, appiccato da Enea vittorioso sul re rutulo Turno, che la distrusse.
    Come dire… Àrdea ardèa, ma non abbastanza!

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