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Dic 20 BUON NATALE

di Carlo Sidoli

Nella convinzione di non urtare la suscettibilità di alcuno, e tanto meno di offenderlo, auguro a tutti un buon Natale. So, e sono ben contento, di contravvenire alle linee guida della Commissione Europea che suggerisce di dire “buone feste”. Lo faccio non tanto perché ritengo superfluo il testo presentato e poi subito ritirato, ma perché mi secca che personaggi lautamente pagati per fare l’interesse della Comunità perdano tempo a dare lezioncine di “bon ton”. Ci credono così deficienti da non capire da noi stessi se, rivolgendoci a chi non professa la nostra fede, sia il caso di augurare “buon Natale” oppure “buone feste”. Immagino poi che, in una prossima “uscita” della Commissione, si suggerirà o s’imporrà di togliere le numerose croci che compaiono nelle bandiere dei Paesi europei (Danimarca, Finlandia, Grecia e Svezia, solo nella UE) caso mai qualcuno si ritenesse offeso vedendole sventolare. Anche in questo caso si manifesta l’attitudine della Commissione a occuparsi della pagliuzza nell’occhio invece che della trave, tanto per usare un paragone usato da Chi nacque nel primo Natale (Luca 6,39-45). D’altronde i “nostri” hanno già dato esempio di decisionismi sballati quando hanno messo nelle linee guida lo stop alla vendita delle automobili con motore endotermico a partire dal 2035. Invece di occuparsi di Difesa Comune (l’unico vero collante d’identità e fonte di grandi risparmi sulle spese militari) o di politiche energetiche, vanno a mettere turbative in un mercato che è in una situazione delicata e che ha sempre dato dimostrazione di corrispondere alle situazioni contingenti, vedi ad esempio la depurazione dei fumi di scarico. Le Case automobilistiche sanno benissimo cosa fare per corrispondere alle esigenze degli automobilisti i quali giudicano se, come e quando passere alla trazione elettrica. Intanto nei vocabolari del neo-ecologismo arrivano un paio di nuovi termini: “Talebani dell’ambiente” e “greenwashing” di cui, purtroppo, pare dovremo occuparci. Il “greenwashing” (il darsi una “rinverdita”) è quella strategia di marketing, già in atto da tempo, che ci tempesta con comunicati che inneggiano all’eco-sostenibilità dei prodotti, del tipo “usiamo solo prodotti naturali”, “completamente riciclabile” “privo di effetti collaterali”, “a chilometri zero”, “completamente biodegradabile”, eccetera. I “talebani dell’ambiente” sono coloro che, magari con le migliori intenzioni di questo mondo, assumono spesso posizioni estreme di contrasto alla civiltà moderna senza accorgersi che corrono il rischio di venire a loro volta manipolati da chi vede in essi un movimento sfruttabile dal punto di vista politico, nella prospettiva di un successo elettorale. L’automobile elettrica dovrebbe essere un prodotto “green” senza neppure bisogno del “washing” giacché nasce sotto lo slogan di essere “a emissioni zero”. Eppure, in una sorta di cortocircuito masochistico, cade anch’essa nel mirino delle armi dei “talebani dell’ambiente” che arrivano ad accusarla di “essere addirittura ecologicamente peggiore delle vetture con motore Diesel”. Il che, sotto certi aspetti e soprattutto in determinate condizioni di complicate forniture di approvvigionamenti, rasenta la realtà. Non certo quando, come fanno i “nostri talebani” ricorrono ad argomenti banali e superficiali. Primo tra tutti quello di dire che ricorrere alle centrali elettriche significa “spostare il problema dell’inquinamento”, quando si sa che a concorrere a produrre energia elettrica ci sono (e ci saranno sempre più) anche le fonti rinnovabili. Peraltro se, per assurdo, le centrali termoelettriche funzionassero tutte a petrolio, ne occorrerebbe comunque di meno per muovere una vettura elettrica che per muoverne una Diesel nelle medesime condizioni d’uso, questo a causa dello scarso rendimento del motore a combustione interna. Più realisticamente i conti vanno fatti tenendo anche in considerazione i costi e le emissioni nocive conseguenti alla ricerca, lavorazione e distribuzione delle materie prime necessarie a far funzionare i veicoli: petrolio e batterie, per semplificare.

3 risposte a “BUON NATALE”

  1. Enrico Minazzi ha detto:

    Grande Carlo, condivido in toto il tuo scritto! Auguri di cuore
    Enrico Minazzi

  2. Dug ha detto:

    Giustissime considerazioni, caro Carlo! Un grande abbraccio di… BUON NATALE, e l’augurio di un 2022 più sereno di quello trascorso.

  3. Carlo Sidoli ha detto:

    grazie e buon Natale!

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