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Mar 29 IL PONTE CASA D’ASTE: APPUNTAMENTO CON PHILIPPE DAVERIO E CESARE ROMITI

Philippe Daverio è tra i protagonisti dello speciale appuntamento Asta Arredi e Dipinti Antichi che si terrà a Palazzo Crivelli il 20, 21, 22 e 23 aprile 2021, con esposizione solo su appuntamento dal 7 al 16 aprile 2021.

Personaggio carismatico, grande conoscitore e divulgatore dell’arte di tutti i tempi, Daverio, con i suoi occhiali tondi e l’immancabile papillon, è stato capace di imprimersi nell’immaginario comune non solo come storico dell’arte generoso ed eccentrico, ma come traduttore dei linguaggi dell’arte con un immediatezza e un’originalità disarmanti.
L’ironia era il filtro attraverso cui osservava il mondo. Eccentrico e teatrale, dandy disobbediente, prima di tutto si divertiva nella sua ossessiva ricerca del bello laddove nessun altro sarebbe riuscito a riconoscerlo.
L’arte, nelle sue molteplici forme d’espressione, rappresentava per lui il modo migliore per incontrare gli altri esseri umani, pieni di notizie curiose e divertenti. Il suo antidoto all’asetticità della vita era lo scherzo: sosteneva bisognasse scherzare persino con i santi e, novello Oscar Wilde, trasformava un circolo intellettuale in un salotto animato dal gossip. Ogni bene selezionato contiene una traccia della sua personale indagine alla ricerca dell’altro e nella cui creatività ritrovava la meraviglia dello spessore umano. Niente era Kitsch tutto era Chic.
Osservando nel dettaglio i beni proposti a catalogo spicca un nucleo di opere legate al mondo delle Arti Decorative del ‘900 e del Design. Da un lato un colorato ed eterogeneo gruppo di vasi, a cui Daverio associa con disinvoltura e ironia gli irriverenti oggetti in vetro, marmo e ceramica concepiti da Ettore Sottsass negli anni Ottanta, ai vasi in vetro pulegoso ispirati ai modelli più eccentrici dei maestri degli anni Venti. Dall’altro, le vetrine in legno intagliato con motivi geometrici che anticipano l’Art Déco provenienti dall’arredo di Piero Portaluppi per casa Gadda, insieme agli arredi Liberty italiani dell’inizio del ’900 e mobili di gusto francese. Tutti oggetti dalle epoche e provenienze più disparate a testimonianza dell’immaginario pirotecnico di un connoisseur capace di spaziare dalle arti decorative del XX secolo all’arredo d’interni di marca squisitamente milanese, fino alla cultura barocca, rinascimentale e classica, dimostrando così un interesse eclettico che lui diffondeva ad ogni latitudine.

Il 20, 21, 22 e 23 aprile 2021 sarà inoltre presente una selezione di beni provenienti dalle collezioni private di Cesare e Gina Romiti.

Muovendosi tra gli arredi e le opere d’arte appartenuti a Cesare e Gina Romiti, si intuisce subito di essere privilegiati spettatori di uno scorcio di vita privata devota a un’incessante ricerca del bello e alla rappresentazione di se stessi attraverso la collocazione delle cose. La loro lunga e importante storia d’amore si è nutrita anche di una passione condivisa per l’arte nelle sue manifestazioni d’avanguardia o tradizionali. La selezione presentata a catalogo è il completamento di una narrazione a quattro mani tra due “amateur” dell’arte per i quali tutto ciò che hanno scrupolosamente raccolto ha in un qual modo qualificato, strutturato e riscritto lo spazio della loro esistenza.

Lui, uno dei più noti manager italiani a cavallo degli anni ’70 e ’90 – ex amministratore delegato della Fiat e presidente di Rcs – lei, una donna di grande carattere che si è distinta per la riservatezza e il costante aiuto ai più deboli e meno fortunati: personalità diverse ma complementari. Cesare e Gina Romiti hanno saputo trasformare i loro differenti sguardi rivolti alla cultura di quegli anni, in un meticoloso strumento d’indagine che spaziava tra generi artistici e periodi storici anche molto distanti.

Lei nostalgica dell’antico, amava molto Roma; a lei si deve il tocco raffinato che attinge dall’eco dei fasti e degli eleganti salotti della capitale, tra preziosi obelischi, colonne, arredi finemente intarsiati e vedute che enfatizzano il fascino scenografico della città eterna. Lui attento osservatore del suo tempo e fine stratega, individuava nell’arte un modo per approcciarsi al presente, al fine di poterlo cogliere nella sua interezza espressiva e meglio comprendere le direzioni e tendenze future.
Molti sono i nomi importanti di artisti moderni e contemporanei acquistati nel corso degli anni, sezione all’interno della vendita principale di Arte Moderna e Contemporanea di maggio, che non solo vivacizzano questo dialogo a due voci, ma segnano alcune pagine di una collezione che è prima di tutto l’omaggio e la ricostruzione di due memorie e due identità.


Una replica a “IL PONTE CASA D’ASTE: APPUNTAMENTO CON PHILIPPE DAVERIO E CESARE ROMITI”

  1. poggi giovanni ha detto:

    buongiorno sarei interessato a visionare le opere varie di Daverio
    avete un sito
    dove poterle vedere grazie

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