Moda

Feb 24 VENTI DI RIPRESA E VENTI DI GUERRA

di Cristiana Schieppati

Difficile scrivere di moda di questi tempi. Difficile quando i segnali di una ripresa concreta di una fashion week reale fatta di eventi, personaggi, sfilate si devono inserire in un contesto che, alleggerito dalla fine di una pandemia mondiale, si appresta ad affrontare i nuovi venti di guerra tra Russia e Ucraina che soffiano in Europa.

L’entusiasmo di questa Fashion Week che segna il ritorno alle sfilate in presenza è alle stelle, inaugurato con la sfilata di Ennio Capasa, fratello di Carlo, Presidente della Camera Nazionale della Moda che calca lo stage degli Arcimboldi. Insieme ai capi di Capasa ha sfilato la Capsule Collection“Unconventional Jewelery” creata dal stilista in collaborazione con Gianni De Benedittis di futuroRemoto: gioelli genderless e fluidi, in argento e oro etici, perle blu di Thaiti estrapolate con sistemi sostenibili.

Fendi ha dato sfoggio di tutto il suo potere social. La collezione disegnata da Kim Jones insieme a Silvia Venturini Fendi e Delfina Delettrez Fendi, ha portato in via Solari numerose celebrities: Rita Ora, Taika Waititi, la cantante Neneh Cherry con la figlia Mabel, l’attrice francese Adèle Exarchopoulos, Danna Paola nota per il suo ruolo nella serie Netflix Elite, il regista Luca Guadagnino, l’artista Nico Vascellari, il designer Yoon Ahn, Davis Sims e l’immancabile Chiara Ferragni accompagnata dalla sorella Valentina e dall’amica Veronica Ferraro.

Il bravo Alessandro dell’Acqua (è bene che si sappia che non è famoso solo per aver vestito Sabrina Ferilli a Sanremo) riporta al centro di N21 i canoni del suo stile fatto di femminilità e di corpi accarezzati da impalpabili tessuti ma con un tocco di aggressiva sensualità che fanno desiderare di tornare a ballare al Plastic e di essere a New York come sul set di Sex and the City.

Bello vedere le location per le sfilate senza posti standing, come accade a Parigi. Il ripristino della capienza totale ha permesso ad esempio a Giorgio Armani di invitare i dipendenti dell’azienda alla sfilata di Emporio Armani. Un gesto simbolico, un segno di riconoscimento per il lavoro che viene svolto quotidianamente all’interno del gruppo e di gratitudine per l’impegno profuso da tutti in questi anni di pandemia.

I venti di guerra provenienti dalla Russia non sembrano toccare Antonio Marras che anzi celebra Oci Ciornie, il film del 1987 diretto da Nikita Sergeevič Michalkov ispirato al libro di Anton Čechov con protagonisti Marcello Mastroianni e Silvana Mangano. Una performance con tanto di dolcetti russi, un quadro vivente dove la creatività di Marras si esprime in capispalla con inserti di pizzo, maglie jacquard e decori patchwork super colorati. Camicie bianche interrotte, grembiuli scomposti, abiti increspati, giacche smoking suddivise perché il caos ha un suo ordine interiore e si sa come dice il titolo di un libro: “I russi sono matti “ma i sardi non lo sono da meno…

Più che mai oggi è tempo di educare al bello e al valore delle visioni che portano all’innovazione del prodotto. Lo sa bene Claudio Marenzi con la sua Herno che incornicia i suoi capi in un contesto di arte contemporanea, di cui è grande collezionista, ospitando le opere di Pae White per  ricordare che il filato ha un’anima, ed è anche sognante. Con “il sogno del cotone di diventare qualcosa di diverso da sé stesso” Pae White riflette su come in ogni oggetto filato, che sia un’opera arazzo – o un capo da indossare – c’è una vita racchiusa tra le sue trame, e l’ambizione è quella di dargli un’anima ed una dimensione poetica. Quella di un lavoro che diventa sogno, da appendere ad un muro o da indossare. Poesia ma anche tanta sostenibilità con il progetto Herno Globe, la collezione sostenibile del brand, ripensata in chiave pop pensando alla generazione Z. Colori decisi, volumi insoliti e grafiche street si declinano in lane e nylon riciclate, riciclabili o biodegradabili. Perché la sostenibilità è anche cool.

L’arte fa da sfondo anche a Simonetta Ravizza che all’Art Gallery Glauco Cavaciuti presenta i 5 best looks della collezione creata a quattro mani con Candela Pelizza, l’influencer che è anche designer mentor e musa ispiratrice di tanti progetti che portano il mondo moda sui social. “Sono felice che un marchio storico come il mio possa rinnovarsi con un progetto giovane e mettersi in gioco scegliendo nuove linee, colori e materiali” racconta la l’imprenditrice mentre Candela sottolinea come la sua visione l’abbia portata a introdurre solo una palette colori: black and white con un tocco di rosso lacca.

A ricordare che la moda è soprattutto lavoro duro ci pensa Mario Dice, pugliese di origine che oggi fa lavorare tutta la filiera del nord Italia per la produzione dei suoi abiti. ” Molti dimenticano che la moda è soprattutto artigianalità. Oggi fatichiamo a trovare sarti, ho spesso studenti che vengono qui a vedere come realizziamo le nostre collezioni e quando chiedo se sanno attaccare un bottone vanno nel panico. Il mio lavoro è quello di trasformare il tessuto e la pelle in un’opera unica che possa rendere la donna speciale e soprattutto che vada a vestirla in base alla sua fisicità e femminilità.” Il designer ha scelto di sfilare nello spazio di Linea Pelle con una sfilata Street Style far guardare anche ai milanesi la bellezza di capi lavorati con dettagli d’alta moda, ma adatti ad essere indossati nel quotidiano.

È l’eclissi, che muove luce e ombra tracciando movimenti lenti e misteriosi, ad ispirare la nuova collezione CALCATERRA per il prossimo autunno-inverno 2022/23. “È il fenomeno astronomico che da sempre incanta e coinvolge ogni essere vivente, come se il tempo in quegli attimi interminabili fosse una voce misteriosa che ci dice di osservare ancora una volta, con lo stesso stupore, ciò che accade quando l’ombra della luna oscura la luce del sole. È su questa alternanza, sulla forma luminosa che si disegna grazie al suo totale oscuramento, che ho tracciato l’idea dell’intera collezione. In un’eclissi solare la forma muta con il passare del tempo, il sole e la luna tracciano profili, danno espressione a volumi, le figure evolvono su proporzioni inattese” racconta lo stilista che ha sempre una visione contemporanea ed attuale della moda.

Sempre la luce cattura lo sguardo al primo colpo d’occhio nella collezione di Brunello Cucinelli. Un bagliore dato dal lamè o da ricami brillanti segnano sulla maglia preziose allegorie. La ricerca della bellezza curata e stimolante si unisce alla conviviali di Casa Cucinelli che con le sue nuance neutre e delicate e le fibre nobili si combina con artigianalità e ricerca. Sempre affidate al pregio nobile e lussuoso del cashmere e delle fibre naturali, le fantasie ispirate alle geometrie nordiche sono rilette attraverso tecniche e spunti nuovi per creare atmosfere soffici, sfumate e contemporanee. Pensati per un abbigliamento quotidiano che va dal giorno alla sera, gli effetti pelliccia e fleece texture sublimano il retaggio sportivo e arricchiscono il gioco delle texture insieme ai raffinati ricami che modellano i filati vaporosi.

Più che mai il messaggio che deve passare è quello di andare oltre la moda, ecco perchè Dolce & Gabbana ha supportato 12 botteghe storiche della città con il progetto AUTENTICA. Per ognuna delle 12 botteghe sono stati sviluppati e personalizzati, con la grafica coordinata del progetto, shopper, sticker, packaging e – a seconda delle caratteristiche di ciascuna – implementate singole personalizzazioni come vetrofanie, wrapping di bancone, price tags e allestimenti.

La moda può fare molto, il cambiamento è in atto. Non parliamo solo di metaverso, genderless, inclusione, social e digital. Affrontiamo il futuro più consapevoli dell’incertezza dei tempi.

Una replica a “VENTI DI RIPRESA E VENTI DI GUERRA”

  1. MARIA-VITTORIA ALFONSI ha detto:

    BELLISSIMO, CRI! SUPERBRAVA! AVREI VOLITOSCRIVERLO IO!

    SEI RIUSCITA A RIUNIRE IL TUTTO DA GRANDE GIORNALISTA. BUON SANGUE NON MENTE.

    UN ABBRACCIO
    MV

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